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Esplora il Conto Termico 3.0: tempistiche di lancio, interventi ammissibili e soggetti coinvolti.

Il Conto Termico 3.0 è il meccanismo di incentivazione gestito dal GSE che aggiorna la disciplina per sostenere interventi finalizzati a:
Il meccanismo riconosce un contributo economico calcolato sulle spese ammissibili e sulle caratteristiche tecniche dell’intervento.
Rispetto al passato, il decreto esplicita che la nuova disciplina nasce secondo principi di semplificazione, efficacia, diversificazione e innovazione tecnologica, ed è coerente con gli obiettivi di riqualificazione energetica (in particolare del patrimonio pubblico) e con gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione ed efficientamento del settore civile.
L'obiettivo è rendere operativo il nuovo meccanismo a partire da febbraio 2026, con un plafond annuo complessivo di 900 milioni di euro suddivisi tra soggetti privati, ai quali sono destinati 500 milioni, e pubbliche amministrazioni, che ricevono 400 milioni.
Le tipologie di interventi ammissibili al finanziamento sono varie e devono rispettare criteri specifici per ottenere l'approvazione. Gli interventi ammissibili si articolano nelle seguenti categorie:
Il Conto Termico 3.0 finanzia interventi di efficienza energetica e di produzione termica da fonti rinnovabili ed è aperto sia al settore pubblico sia ai privati, con regole che cambiano in base all’ambito:
L’incentivo è un contributo in conto capitale calcolato su spese ammissibili, con percentuali e massimali che variano in base a tecnologia/intervento (definiti nelle tabelle e negli allegati tecnici).
Pubbliche Amministrazioni (e soggetti assimilati come gli ETS):
Per alcuni interventi su edifici pubblici la percentuale incentivata può arrivare al 100% della spesa ammissibile. Se la PA usa la prenotazione, può richiedere acconto + rata intermedia + saldo (acconto pari a 2/5 del beneficio se durata 5 anni, oppure 50% se durata 2 anni).
Inoltre, sugli edifici della PA (di proprietà e utilizzati), gli incentivi sono cumulabili con altri finanziamenti pubblici fino al 100% delle spese ammissibili.
Imprese:
L’intensità massima dell’incentivo è 25% dei costi ammissibili (fino a 30% in caso di multi-intervento) per gli interventi di efficienza energetica richiamati dal decreto, con possibili maggiorazioni (es. +20 punti per piccole imprese, +10 per medie, ecc.). Per gli interventi FER termiche richiamati, l’intensità può arrivare fino al 45% (anch’essa incrementabile per PMI).
Soggetti privati (residenziale):
L’incentivo è calcolato secondo le percentuali previste per ciascun intervento (in molte casistiche fino al 65% della spesa ammissibile, con condizioni specifiche). Per i privati (anche via ESCO), se l’incentivo totale è ≤ 15.000 €, il GSE può erogarlo in un’unica rata.
ESCO (Energy Service Company):
Possono essere coinvolte come intermediario tecnico-amministrativo oppure (in particolare per la PA) come soggetto responsabile, tramite contratto di prestazione energetica / servizio nergia. L’ESCO, dove previsto, può operare anche con mandato all’incasso dell’incentivo.
Le domande possono essere presentate con due modalità differenti:
La procedura si articola nelle seguenti fasi:
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