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Impianti Realizzati
Massimizzare i guadagni con impianti fotovoltaici su terreno agricolo: scopri il costo e la progettazione tecnica, inclusi permessi e autorizzazioni.

Un impianto fotovoltaico su terreno agricolo è un sistema progettato per la produzione di energia elettrica attraverso l'installazione a terra. Può essere di tipo tradizionale, dove i pannelli solari occupano in modo esclusivo il suolo, oppure di tipo agrivoltaico, che consente un uso duale del terreno, combinando la produzione agricola con l'installazione di pannelli solari. Questa configurazione duale rappresenta un'opzione innovativa per massimizzare l'efficienza del territorio agricolo, integrando esigenze energetiche e di coltivazione.
In Italia, la produzione media di un impianto fotovoltaico situato su terreno agricolo varia notevolmente a seconda delle zone climatiche. Il rendimento energetico oscilla tra i 900 e i 1.500 kWh all'anno per ogni kWp, con differenze inevitabilmente dovute alla latitudine, dove le regioni meridionali mostrano una produttività superiore rispetto a quelle settentrionali.
Le tipologie di sistemi fotovoltaici a terra comprendono diverse configurazioni, ognuna con caratteristiche uniche. Tra queste troviamo:
I principali indicatori chiave per valutare i sistemi fotovoltaici includono:
Per quanto riguarda la durata e le garanzie:
L'installazione di impianti fotovoltaici su terreni agricoli coinvolge diversi stakeholder chiave:
Il costo di installazione per impianti fotovoltaici a terra di piccola-media dimensione varia in un range medio indicativo tra €600 e €1.400 per kWp. Questo intervallo riflette il costo dei materiali, della manodopera e delle autorizzazioni necessarie. Gli impianti di dimensioni maggiori, denominati utility-scale, possono beneficiare delle economie di scala, riducendo i costi a meno di €600 per kWp.
Considerando un esempio pratico, per un impianto fotovoltaico a terra da 500 kWp, il CAPEX stimato può variare complessivamente tra €300.000 e €700.000. Questi costi comprendono non solo l'installazione dei pannelli solari, ma anche l'allaccio alla rete e le strutture di supporto necessarie. Tuttavia, è importante notare che tali stime sono soggette a variabilità locale, influenzate da fattori come il costo del terreno, le normative locali e le condizioni ambientali specifiche del sito d'installazione.
Un altro fattore cruciale è la manutenzione, che richiede interventi periodici per garantire l'efficienza operativa. La frequenza e il tipo di manutenzione dipendono dalla qualità dei materiali utilizzati e dalle condizioni climatiche locali, che possono accelerare il degrado delle componenti. Sistemi di monitoraggio avanzati possono aiutare a ottimizzare queste operazioni, riducendo i potenziali malfunzionamenti.
La progettazione efficiente degli impianti fotovoltaici su terreni agricoli richiede una verifica dettagliata di diversi aspetti tecnici e normativi. Un elemento fondamentale è la verifica della destinazione d’uso del suolo, che avviene tramite il Piano Regolatore Comunale per assicurarsi che l'installazione sia conforme alle normative specifiche relative all'uso del suolo. Questo passaggio previene futuri contenziosi e problemi normativi e garantisce un'installazione sostenibile e rispettosa del territorio.
In aggiunta, è cruciale considerare i vincoli ambientali e paesaggistici, poiché essi possono influenzare significativamente la realizzazione dell'impianto. È importante minimizzare l'impatto visivo e ambientale, rispettando le fasce di rispetto e le normative vigenti, per ottenere le necessarie autorizzazioni. Garantire l'integrazione armonica dell'impianto nell'ambiente circostante è essenziale per la sostenibilità del progetto a lungo termine.
Il processo di realizzazione di un impianto fotovoltaico inizia con vari step progettuali e autorizzativi fondamentali. Ecco una lista degli step:
Gli impianti fotovoltaici su terreno agricolo devono rispettare specifici percorsi autorizzativi e titoli urbanistici. A seconda delle dimensioni e delle modifiche al suolo, possono essere richiesti CILA/SCIA o un Permesso di Costruire. Per impianti a terra, spesso è necessaria la PAS (Procedura Abilitativa Semplificata). Gli interventi di maggiore rilevanza richiedono invece l'Autorizzazione Unica o la VIA, in conformità alle soglie MW stabilite dalla normativa. Nelle aree vincolate, inoltre, può essere indispensabile ottenere un nulla osta paesaggistico.
Gli impianti fotovoltaici su terreni agricoli devono rispettare specifiche norme tecniche e requisiti di connessione. È fondamentale l'osservanza delle norme CEI 0-21 per le connessioni in bassa tensione e CEI 0-16 per le connessioni in media tensione. Inoltre, la norma CEI EN 62446 dettaglia le misure e le verifiche necessarie per garantire l'efficacia operativa degli impianti. La sicurezza antincendio e la sicurezza sul lavoro, secondo il D.Lgs. 81/2008, sono obblighi imprescindibili.
Per quanto riguarda i requisiti tecnici principali, l'orientamento ideale verso sud e un'inclinazione ottimale tra 20° e 35° sono consigliati per le latitudini italiane. È essenziale mantenere una distanza tra le file dei moduli pari a 2-4 volte l'altezza del modulo durante l'inverno per evitare l'ombreggiamento. Dal punto di vista elettrico, l'impianto deve includere protezioni anti-isola, dispositivi SPD, interruttori sezionatori e un'adeguata messa a terra.
I requisiti strutturali di questi impianti richiedono attente considerazioni sui carichi di neve e vento, con verifiche strutturali precise. Le infrastrutture possono variare, impiegando pali elicoidali o plinti in base alla conformazione del terreno. Nei sistemi agrivoltaici, l'altezza deve superare 2,5 metri per consentire le operazioni agricole sottostanti, se necessario.
L'implementazione di un impianto fotovoltaico su terreno agricolo può comportare un significativo ritorno economico, specialmente quando si considerano impianti di una certa capacità.
Il ritorno sugli investimenti (ROI) degli impianti fotovoltaici è influenzato da diversi fattori economici chiave. Tra questi, il CAPEX per kilowatt di picco (kWp), la produzione specifica in kWh per kWp installato, ed il modello utilizzato:
Gli impianti fotovoltaici realizzati su terreni agricoli e destinati interamente alla vendita in rete si basano su un modello di monetizzazione diretto: l’energia prodotta viene immessa nel sistema elettrico nazionale e venduta al mercato o tramite contratti PPA (Power Purchase Agreement).
In questo scenario, i ricavi dipendono principalmente dal prezzo dell’energia elettrica o dal contratto PPA . Tali impianti, spesso di scala medio-grande o utility scale, possono garantire un ROI interessante, ma la redditività varia sensibilmente in funzione delle condizioni del mercato e delle spese di allaccio.
Un modello sempre più diffuso tra le piccole e medie imprese (PMI) consiste nella combinazione tra autoconsumo e vendita dell’energia in eccesso.
Una PMI con un impianto da circa 100 kWp può coprire dal 40% al 70% del proprio fabbisogno energetico tramite l’autoproduzione. L’energia non utilizzata internamente può essere venduta, migliorando la sostenibilità economica complessiva dell’impianto.
Questa configurazione consente un payback period compreso tra 4 e 6 anni, a seconda del prezzo dell’energia, del livello di autoconsumo e dei costi iniziali (CAPEX). Il vantaggio principale è la riduzione diretta della bolletta elettrica, unita alla possibilità di generare ricavi costanti dalla vendita del surplus.
Un ulteriore modello di monetizzazione è l’affitto del terreno agricolo a operatori del settore energetico. In questo caso, il proprietario del terreno non sostiene investimenti diretti ma percepisce un canone annuo fisso o una quota variabile sui ricavi (revenue sharing), in funzione dell’accordo stipulato.
I valori indicativi del canone d’affitto variano generalmente tra €1.000 e €5.000 per ettaro all’anno, ma possono fluttuare in base alla località, alla durata del contratto e alle condizioni di mercato.
Indipendentemente dal modello di ricavo scelto, la redditività complessiva può essere ulteriormente migliorata grazie a incentivi e strumenti finanziari attualmente disponibili. Tra i principali:
Una corretta pianificazione finanziaria, che integri queste misure con il modello di monetizzazione prescelto, può migliorare significativamente il ROI e ridurre i tempi di rientro dell’investimento.
Affittare o vendere un terreno per l’installazione di impianti fotovoltaici rappresenta una fonte di reddito stabile e immediato, con la possibilità di partecipare a progetti agrivoltaici che uniscono produzione agricola ed energia rinnovabile, valorizzando il suolo in modo sostenibile.
Le suddette modalità contrattuali influenzano diritti, oneri e durata, rivestendo un ruolo critico nella pianificazione strategica degli investimenti. Gli elementi contrattuali fondamentali includono una durata tipica del rapporto che varia tra i 15 e i 30 anni. Altre componenti essenziali comprendono il canone annuo, la revisione dei canoni e l'indennizzo per danni. Inoltre, vi sono obblighi di manutenzione, accesso, e la necessità di rimozione e ripristino alla fine del contratto.
I canoni attesi per terreni agricoli convertiti a fotovoltaico si aggirano indicativamente tra €1.000 e €5.000 per ettaro all'anno.
Installare impianti fotovoltaici su terreni agricoli presenta numerosi vantaggi, tra cui una manutenzione agevolata rispetto a quelli collocati sui tetti. Questo facilita l'accesso ai componenti per eventuali riparazioni e consente l'implementazione di sistemi di tracking che possono aumentare la produzione annua di energia fino al 20-30% rispetto ai sistemi fissi, rendendo l'investimento più vantaggioso sia dal punto di vista tecnico che economico.
L'agrivoltaico offre una serie di vantaggi economici significativi per i proprietari terrieri. Le aziende agricole possono ridurre notevolmente i costi energetici attraverso l'autoconsumo dell'energia prodotta e/o generare un reddito complementare dalla vendita di energia.
Questi investimenti possono anche valorizzare il terreno grazie alla possibilità di sfruttarlo per un uso duplice, combinando coltivazione e produzione energetica.
L'integrazione dell'agrivoltaico contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2 e migliora il microclima locale e l’efficienza idrica. Inoltre, offre una protezione parziale delle colture dal stress termico e dalla siccità, aumentando la resilienza climatica. L'agrivoltaico è compatibile sia con il pascolo che con le coltivazioni a bassa altezza e permette di utilizzare terreni marginali, massimizzando così l'uso efficiente del territorio disponibile.
Uno dei principali rischi è il consumo di suolo agricolo, che può portare a una riduzione della produzione se il progetto non adotta un approccio agrivoltaico. Inoltre, ci sono preoccupazioni relative all'impatto paesaggistico e ai potenziali vincoli ambientali, che potrebbero influire negativamente sull'ecosistema locale.
In termini economici, la volatilità del mercato energetico incide sul prezzo di vendita dell’energia in eccesso alla rete nazionale.
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