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Scopri lo schema elettrico di un impianto fotovoltaico e la documentazione tecnica dettagliata per garantire un'installazione efficiente e sicura.

Lo schema elettrico unifilare rappresenta in maniera sintetica tutti i componenti e le connessioni di un impianto fotovoltaico, sia in corrente continua (DC) che in corrente alternata (AC). Tra i componenti chiave troviamo i pannelli solari, le stringhe e gli inverter. Inoltre, è essenziale considerare il quadro di distribuzione e il punto di connessione (POD), che garantisce il corretto collegamento del sistema alla rete elettrica. Elementi di sicurezza, come le protezioni e gli interruttori, sono di primaria importanza e non possono essere trascurati.
Lo schema elettrico di un impianto fotovoltaico comprende diverse sigle fondamentali, indispensabili per interpretare correttamente i collegamenti e le funzioni dei componenti. Tra le più importanti troviamo:
Dal punto di vista della sicurezza, lo schema elettrico aiuta a individuare e prevenire i principali rischi operativi dell’impianto fotovoltaico, tra cui:
Per quanto riguarda i dati di riferimento per la progettazione, si stima che la produzione media in Italia sia compresa tra 1.000 e 1.500 kWh/anno per kWp. Questo dato è fondamentale per dimensionare adeguatamente il sistema in funzione delle esigenze energetiche previste.
Gli impianti fotovoltaici possono essere classificati in diverse tipologie in base alla loro connessione e capacità operativa:
Analizzando le tipologie di schema unifilare, possiamo identificarne due principali:
Nel settore degli impianti fotovoltaici, le soluzioni di inverter variano notevolmente in base alla taglia dell'impianto e ai requisiti di controllo e backup. Si possono distinguere principalmente tre categorie:
Le tipologie di protezioni giocano un ruolo critico nella sicurezza e nella continuità degli impianti. Queste protezioni includono:
Un impianto fotovoltaico da 6 kW rappresenta una scelta tipica per applicazioni residenziali. Questo tipo di impianto consente di usufruire di detrazioni fiscali e di gestire più facilmente le pratiche burocratiche, rendendolo ideale per chi cerca un equilibrio tra semplicità gestionale e una capacità energetica adeguata per soddisfare le esigenze standard.
In termini di produzione, un impianto da 6 kW può generare annualmente circa 6.000–9.000 kWh. La resa varia a seconda della zona climatica, con un output tipico di 1.000–1.500 kWh per kWp installato. Questa produzione è generalmente sufficiente per raggiungere l'autosufficienza energetica in abitazioni o piccole imprese, ottimizzando il rapporto tra investimento e rendimento.
Per quanto riguarda i costi, un sistema "chiavi in mano" da 6 kW connesso alla bassa tensione ha un costo stimato tra €6.000 e €12.000. L'ampio range dei costi è influenzato dalla qualità dei componenti e dall'integrazione di un sistema di accumulo.
Gli impianti fotovoltaici con accumulo offrono una serie di vantaggi che li rendono particolarmente attraenti per coloro che desiderano ottimizzare l'efficienza energetica domestica. Tra i principali benefici si evidenzia l'aumento dell'autoconsumo, che può superare il 70–90%, migliorando significativamente l'indipendenza energetica. Inoltre, la capacità di backup in caso di blackout rappresenta un ulteriore pregio, garantendo continuità di servizio anche in situazioni di interruzione della rete elettrica.
Tuttavia, questi benefici sono bilanciati da svantaggi, come il costo aggiuntivo significativo, che può variare da €600 a €1.500 per kWh. La gestione di un sistema di accumulo richiede una complessa gestione del Battery Management System (BMS), oltre alla necessità di dedicare spazio e garantire una ventilazione adeguata per il corretto funzionamento del sistema.
Lo schema elettrico di un impianto fotovoltaico con accumulo è composto da diversi elementi essenziali che ottimizzano la gestione dell'energia e garantiscono la sicurezza e l'efficienza dell'intero sistema.
I componenti chiave includono la batteria e il sistema BMS (Battery Management System), che svolgono un ruolo cruciale nella gestione e stabilizzazione dell'energia immagazzinata.
È fondamentale anche la presenza di un inverter ibrido, essenziale per convertire l'energia e garantirne la distribuzione efficace. Per assicurare un funzionamento continuo, specialmente in modalità di backup, è indispensabile integrare l'interruttore di trasferimento automatico (ATS).
Per quanto riguarda le misure di sicurezza e protezioni, l'integrazione di fusibili batterie e sezionatori DC è necessaria per una gestione sicura del flusso di energia. Gli interblocchi per l'isolamento sicuro permettono interventi di manutenzione in sicurezza, mentre i dispositivi di protezione contro le sovratensioni (SPD), sia lato batteria sia lato rete, prevengono danni da picchi di corrente. È inoltre cruciale garantire protezioni termiche e una ventilazione adeguata per mantenere gli armadi batteria in condizioni ottimali, prevenendo sovraccarichi termici che potrebbero compromettere la durata e la sicurezza del sistema.
Infine, i sistemi di monitoraggio offrono una chiara visione dello stato della batteria e delle prestazioni complessive del sistema, assicurando che l'intero sistema operi al massimo dell'efficienza e sicurezza.
Il dimensionamento delle batterie per un impianto fotovoltaico è un aspetto chiave per ottimizzare l'autoconsumo e garantire un supporto di backup efficace. Quando si sceglie un sistema di batterie, è fondamentale considerare le diverse tipologie di accumulatori e i loro dati di performance. Ad esempio, per impianti da 6 kW, è consigliato utilizzare batterie con una capacità compresa tra 5 e 15 kWh per migliorare l'autoconsumo e fornire un backup affidabile.
Tra le principali categorie di batterie troviamo le batterie LiFePO4, note per la loro maggiore sicurezza e una durata di oltre 6.000 cicli per alcune tipologie, le batterie NMC e quelle al Piombo-acido, il cui uso è generalmente limitato.
L'efficienza di ciclo, che indica il rapporto tra l'energia recuperata e quella immessa nelle batterie, si attesta tra l'85% e il 95% per le batterie al litio, comprese le LiFePO4.
È importante considerare anche la profondità di scarica consigliata (DoD), che per le batterie LiFePO4 è compresa tra l'80% e il 90%, e la perdita di capacità, generalmente pari a circa il 2-3% all'anno se le batterie sono gestite correttamente.
Un impianto fotovoltaico off-grid si distingue per essere un impianto elettrico isolato dalla rete pubblica, che opera in completa autonomia. Questo tipo di sistema richiede un'attenta progettazione per garantire che l'energia generata e immagazzinata soddisfi pienamente le esigenze dell'utente, senza la possibilità di compensare eventuali carenze attraverso la rete elettrica convenzionale.
Per progettare correttamente un impianto off-grid, è essenziale determinare il corretto dimensionamento dell'energia generata e immagazzinata. Questo calcolo si basa sulle esigenze energetiche quotidiane e sul periodo di autonomia desiderato, che potrebbe variare a seconda delle specifiche necessità dell'utente.
Nel contesto dei sistemi off-grid, le componenti essenziali includono pannelli fotovoltaici, regolatori MPPT, banchi batterie con BMS e inverter ad onda sinusoidale. Inoltre, un generatore di backup opzionale è spesso integrato per garantire autonomia.
Per quanto riguarda la protezione e sicurezza del sistema off-grid, l'inclusione di interruttori di carico e protezioni contro sovraccarico e profondità di scarica è cruciale. Inoltre, i sistemi di gestione BMS, protezioni per ritorni di corrente, un'adeguata messa a terra (PE) e sezionamento per la manutenzione assicurano la sicurezza operativa e la longevità del sistema.
Il dimensionamento energetico implica il calcolo del fabbisogno giornaliero in kilowattora e la scelta dell'autonomia desiderata, solitamente tra 2 e 5 giorni.
Per quanto riguarda le tensioni e configurazioni, l'uso di 48 V è consigliato per ridurre le correnti e le sezioni dei cavi. Nei sistemi di dimensioni maggiori, è opportuno utilizzare stringhe DC multiple e configurazioni di inverter centralizzati o modulari, secondo la scala operativa del sistema.
Lo schema unifilare è una rappresentazione grafica semplificata che descrive le connessioni elettriche e le protezioni dell'impianto fotovoltaico. Questa semplificazione è particolarmente utile nelle comunicazioni tecniche e nelle pratiche amministrative, offrendo un metodo chiaro per visualizzare complessi sistemi elettrici in un formato facilmente interpretabile dai professionisti del settore.
Esso consente una valutazione rapida dei costi e dei rischi, facilitando la comparazione tra diverse proposte tecniche. Aspetti come il numero di stringhe, la tipologia di inverter e la presenza di sistemi di accumulo possono essere rapidamente confrontati, guidando il committente verso decisioni più informate ed efficaci nel settore degli impianti fotovoltaici.
La sua chiarezza facilita la verifica della selettività e dei calcoli di cortocircuito, elementi cruciali per mantenere un impianto efficiente e sicuro.
Inoltre, l'utilizzo di schemi unifilari aiuta a ridurre i tempi necessari per ottenere la conformità e l'approvazione da parte dell'ente distributore o del GSE, accelerando così l'intero processo di inaugurazione e gestione di un impianto fotovoltaico.
Utilizza il cursore per selezionare l'area disponbile per l'installazione dell'impianto.

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