BESS behind the meter: definizione, costi e storage

Guida tecnica al BESS behind the meter per industria e commercio: differenze con il front of the meter, componenti BMS/EMS, costi per kWh nel mercato italiano 2026 e dimensionamento sui profili reali.

Davide Pesco
May 15, 2026

1. BESS behind the meter: cosa significa e dove finisce il lato utente

Un BESS behind the meter (BTM) e un sistema di accumulo elettrochimico installato a valle del contatore fiscale, sul lato dell'impianto utente. Il confine fisico e contrattuale e il punto di consegna gestito dal distributore: quanto sta a monte appartiene alla rete pubblica, quanto sta a valle e patrimonio e responsabilita del cliente. Questa collocazione cambia tutto, perche l'energia che entra e esce dalla batteria non transita mai dal contatore di scambio.

La conseguenza pratica e una forbice di valore concreta: ogni kWh autoconsumato vale il prezzo di acquisto evitato in bolletta, mentre il kWh immesso in rete viene remunerato a poche decine di centesimi. Un capannone manifatturiero da 400 kW di potenza impegnata, ad esempio, paga in fascia F1 cifre comprese fra 0,18 e 0,28 EUR/kWh, contro i pochi centesimi per kilowattora riconosciuti dal GSE sul surplus fotovoltaico. Lo storage BTM nasce per chiudere questa distanza giorno dopo giorno, su 250-300 cicli operativi l'anno.

La maggior parte degli impianti industriali italiani installati nel 2026 utilizza chimica LFP (litio ferro fosfato) accoppiata a inverter ibridi Sungrow, Huawei, Fronius o SolarEdge, in configurazioni che vanno dai 50 kWh per una piccola officina ai 2-3 MWh di un sito energivoro. Il criterio di scelta non e mai la sola taglia in kWh, ma il rapporto fra capacita utile, potenza di scarica continua e profilo orario del carico.

Che differenza c'e tra behind the meter e front of the meter?

Un sistema front of the meter (FTM) e collegato a monte del contatore, direttamente alla rete di distribuzione o di trasmissione, e partecipa ai mercati dei servizi di rete gestiti da Terna (MSD, MACSE, riserva primaria). Lavora per il sistema elettrico nel suo complesso, con taglie che partono da 10 MWh in su.

Il behind the meter (BTM), dall'altra parte del contatore, ottimizza un singolo punto di prelievo. Le sue leve di valore sono autoconsumo del fotovoltaico in loco, riduzione dei picchi sulla potenza impegnata, spostamento dei consumi fra le fasce F1 ed F3, riserva di emergenza per i carichi critici in caso di disservizio sulla rete.

Per un'azienda manifatturiera la differenza si traduce in due decisioni progettuali distinte: un BTM richiede analisi del profilo di carico del singolo POD e si dimensiona sui kWh giornalieri da spostare; un FTM richiede qualifica al mercato MACSE o ai servizi ancillari e si dimensiona sulla potenza in MW garantita per finestre orarie definite dal gestore di rete.

Come e fatto un BESS BTM dal punto di vista elettrico?

L'architettura tipica prevede un accoppiamento sul lato AC oppure sul lato DC con l'impianto fotovoltaico esistente. Nell'AC-coupled il pacco batterie ha un proprio inverter bidirezionale che si collega al quadro generale insieme all'inverter fotovoltaico, ed e la scelta di default in retrofit perche non richiede di rifare i collegamenti del PV. La variante DC-coupled fa condividere a batterie e moduli lo stesso inverter ibrido: l'efficienza di conversione sale al 88-92% (contro 82-87% dell'AC-coupled) al prezzo di una minore flessibilita sulla taglia.

A valle del pacco batterie ci sono quattro blocchi funzionali sempre presenti: BMS che monitora celle e temperatura, inverter ibrido o bidirezionale per la conversione DC/AC, EMS che decide carica scarica e priorita, contatori di energia (uno per il PV, uno per il carico, uno per la rete) che chiudono il bilancio energetico in tempo reale. Quadri di protezione, sistemi antincendio Novec o aerosol, gateway di comunicazione con piattaforma cloud completano l'installazione.

2. Behind the meter generation: come si genera valore lato utente

La behind the meter generation indica qualunque forma di produzione elettrica installata a valle del contatore: fotovoltaico, microeolico, cogenerazione a gas, oppure trigenerazione nei siti che hanno anche domanda termica. L'energia prodotta serve prima di tutto i carichi locali; solo l'eccedenza viene immessa in rete attraverso lo Scambio sul Posto (per impianti fino a 200 kW residui dal vecchio regime) o ceduta in regime di Ritiro Dedicato. Il BESS si inserisce in mezzo, fra la generazione e il carico, per evitare che l'eccedenza venga immessa quando il differenziale di valore e sfavorevole.

In Italia il differenziale fra prezzo di acquisto e prezzo di cessione varia fra 0,08 e 0,20 EUR/kWh a seconda della fascia oraria e del fornitore. Ogni kWh che la batteria sposta dalla cessione all'autoconsumo vale esattamente questa cifra: su un BESS da 100 kWh con due cicli al giorno e 250 giorni operativi l'anno parliamo di 4.000-10.000 EUR/anno solo dall'arbitraggio temporale, senza contare il contributo della riduzione dei picchi.

Quando conviene davvero installare un sistema di accumulo BTM?

Un BESS dietro il contatore diventa economicamente sensato quando convergono alcune condizioni di base: un impianto fotovoltaico con quota di immissione superiore al 30% della produzione annua, un profilo di carico con picchi serali o notturni non coperti dal fotovoltaico e un contratto di fornitura con differenziale tariffario significativo fra F1 ed F3 (almeno 0,06 EUR/kWh).

Quando manca anche solo uno di questi elementi, il payback si allunga oltre i 9-10 anni e l'investimento perde competitivita rispetto ad alternative come il sovradimensionamento del fotovoltaico o l'adesione a una CER (Comunita Energetica Rinnovabile). Un'analisi seria parte sempre da una settimana tipo di profilo orario, scaricato dal distributore tramite portale o ricostruito da un meter installato sul POD per almeno 30 giorni.

Quali sono i casi d'uso piu frequenti nei siti industriali?

L'esperienza sul campo nel mercato italiano mostra quattro pattern ricorrenti, che il sistema EMS deve saper riconoscere e gestire in modo automatico:

  • Nei capannoni produttivi con turni diurni il PV copre i carichi nelle ore centrali, la batteria assorbe il surplus della pausa pranzo e lo restituisce nelle prime ore serali quando il secondo turno e attivo ma il sole e gia calato.
  • Nei centri logistici con celle frigorifere il carico e quasi piatto sulle 24 ore: la batteria riduce i picchi sui transitori di avviamento dei compressori e fa arbitraggio fra F3 notturna e F1 diurna.
  • Hotel e strutture ricettive concentrano i picchi serali fra le 19 e le 23: la batteria si carica nel pomeriggio dal PV e dalla rete in F2 e si scarica completamente nelle ore di massima occupazione.
  • Officine e carrozzerie con saldatrici o forni a induzione hanno picchi istantanei molto alti ma brevi, e qui serve alta potenza di scarica (rapporto C-rate superiore a 1) piu che grande capacita.

Il dimensionamento varia drasticamente fra questi quattro scenari: applicare un template uguale per tutti porta dritti ai progetti che mancano il payback previsto, ed e l'errore piu frequente che si vede nei capitolati italiani degli ultimi 24 mesi.

Quando un BESS BTM non conviene: 4 segnali di stop

Esistono profili aziendali in cui l'accumulo dietro il contatore non genera ritorno economico sufficiente a giustificare l'investimento, anche con incentivi attivi. Riconoscere questi segnali prima di firmare un contratto evita progetti che restano in bilancio per 10 anni senza ripagarsi:

  • Quota di immissione PV sotto il 30%: se l'impianto fotovoltaico esistente autoconsuma gia oltre il 70% della produzione annua, il margine recuperabile dalla batteria si riduce a poche migliaia di euro l'anno, insufficienti per ammortizzare un BESS in tempi accettabili.
  • Quando i picchi di carico diurni sono gia coperti dal fotovoltaico, come nei profili produttivi a turno unico mattutino fra le 8 e le 17, la traslazione temporale dell'energia diventa superflua perche c'e simultaneita naturale fra produzione e domanda.
  • Un differenziale tariffario F1-F3 sotto 0,06 EUR/kWh azzera il valore dell'arbitraggio temporale, e questo capita su contratti monorari o con scarto fasce molto contenuto; resta come unica leva la riduzione dei picchi, raramente sufficiente da sola a ripagare un BESS sopra i 100 kWh.
  • Per gli stabilimenti destinati a chiusura, rilocalizzazione o cessione nel breve-medio periodo, con vita residua del sito sotto gli 8 anni, l'impianto non matura i cicli necessari per chiudere il payback prima della dismissione.

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3. Componenti tecnici di un BESS behind the meter

Un BESS BTM e un sistema complesso ma riconducibile a sei blocchi funzionali ben identificabili. Conoscere il ruolo di ciascuno e fondamentale in fase di capitolato perche i fornitori usano spesso lo stesso termine commerciale per riferirsi a componenti di qualita molto diversa, e la differenza si paga sui cicli di vita reali e sulla copertura di garanzia.

Quali sono i componenti principali di un sistema di accumulo BTM?

L'elenco dei blocchi sempre presenti in un'installazione industriale o commerciale e il seguente:

  • Pacco batterie: moduli LFP (litio ferro fosfato) cablati in serie e parallelo per raggiungere tensione e capacita richieste, con celle prismatiche o cilindriche; densita energetica fra 140 e 180 Wh/kg, vita utile dichiarata 6.000-10.000 cicli al 70% di capacita residua.
  • BMS (Battery Management System): monitora tensione di cella, temperatura, stato di carica e di salute; bilancia le celle, attiva le protezioni contro sovraccarica e cortocircuito, comunica via CAN o Modbus con l'inverter e l'EMS.
  • Inverter ibrido o bidirezionale: converte la corrente continua delle batterie in alternata a 400 V trifase, gestisce la sincronizzazione con la rete e in alcuni modelli (Victron, SMA Sunny Island, Fronius GEN24 con backup box) supporta il funzionamento off-grid per i carichi critici.
  • EMS (Energy Management System): il cervello che decide quando caricare e quando scaricare in base ai segnali di prezzo, alla previsione meteo per il PV, al profilo di carico e ai vincoli contrattuali del contratto di fornitura.
  • Quadri di protezione e di parallelo: interruttori magnetotermici, fusibili DC, scaricatori di sovratensione, dispositivi di interfaccia (DDI) conformi a CEI 0-16 per la media tensione o CEI 0-21 per la bassa tensione.
  • Sistema antincendio e monitoraggio: rilevatori di fumo e di gas litio, impianto di spegnimento ad aerosol o gas Novec 1230, gateway di comunicazione con piattaforma cloud per monitoraggio remoto continuo.

Perche la chimica LFP domina il segmento BTM industriale?

Le celle LFP (LiFePO4) hanno preso il sopravvento sulle chimiche NMC e NCA nel segmento stazionario per una combinazione di stabilita termica, vita ciclica e costo industriale. La stabilita termica e la leva piu importante: il LFP entra in innesco termico a temperature superiori ai 270 gradi Celsius contro i 150-200 delle chimiche nichel-manganese, riducendo drasticamente il rischio di incendio in ambienti chiusi come capannoni e cabine elettriche.

La vita ciclica e il secondo fattore decisivo: un pacco LFP industriale ben gestito raggiunge 8.000-10.000 cicli completi prima di scendere all'80% della capacita iniziale, contro i 3.000-5.000 di una NMC. Su un BESS che lavora 1-2 cicli al giorno, la differenza si traduce in 12-15 anni di vita utile invece di 8-10. Il costo per cella e oggi competitivo, con prezzi 2026 stabilizzati intorno ai 70-85 EUR/kWh a livello di celle (non sistema chiavi in mano), grazie all'industrializzazione cinese e all'apertura di gigafactory europee in Ungheria e Germania.

4. Quadro normativo italiano 2026 per i BESS BTM

Il 2026 e un anno di transizione regolatoria importante per i sistemi di accumulo connessi alla rete di distribuzione italiana. La CEI 0-21 per la bassa tensione e la CEI 0-16 per la media tensione entrano in fase di piena applicazione delle revisioni recenti, che introducono requisiti piu stringenti su protezioni di interfaccia, contributo alla regolazione di frequenza e capacita di funzionamento in isola intenzionale. Un BESS BTM connesso oggi deve superare prove di tipo e prove in campo specifiche, certificate da laboratori accreditati, prima di poter essere energizzato dal distributore locale.

Il quadro fiscale 2026 introduce una distinzione che pesa direttamente sull'eligibilita del singolo progetto. L'iperammortamento riconosce la maggiorazione fino al 220% solo quando il BESS rientra nello stesso titolo autorizzativo dell'impianto rinnovabile a cui viene abbinato: un retrofit puro su un fotovoltaico gia esistente e gia in esercizio non accede al beneficio, mentre un ampliamento PV+BESS contestuale (stessa pratica di connessione, stesso collaudo) rispetta il requisito di contestualita previsto dal Decreto MIMIT. I massimali di costo agevolabile sono fissati per fascia di taglia (con tetto piu basso per gli impianti residenziali e progressivamente piu alto per i segmenti C&I e industriali), oltre i quali l'eccedenza resta a carico del committente senza maggiorazione. Coerenza fra titolo autorizzativo, codice CUP e calendario di collaudo va verificata prima di iscrivere l'investimento a bilancio: senza, il beneficio fiscale viene contestato in sede di controllo successivo.

Quali sono le norme tecniche di riferimento per la connessione?

Il perimetro tecnico e contrattuale di un'installazione si chiude su un nucleo di riferimenti normativi e regolatori ben identificati:

  • CEI 0-21: regola tecnica di connessione alla rete di bassa tensione (fino a 1 kV), applicabile a impianti di potenza nominale inferiore a 100 kW; definisce protezioni, dispositivi di interfaccia e regimi di funzionamento.
  • CEI 0-16: regola tecnica di connessione alla rete di media tensione (da 1 a 35 kV), applicabile a impianti superiori a 100 kW e per tutti i POD MT; introduce requisiti aggiuntivi su curve di capacita e gradiente di rampa.
  • Regole tecniche GSE per sistemi di accumulo: documento di riferimento per qualifica e ammissione agli incentivi, con classificazione fra sistemi monodirezionali e bidirezionali e fra accumulo lato produzione e lato consumo.

Quali incentivi sono accessibili per un BESS BTM nel 2026?

Per le imprese italiane che installano accumulo dietro il contatore nel corso del 2026 sono operativi piu canali di sostegno, ognuno con vincoli e tagli differenti. Il nuovo iperammortamento 2026-2028 riconosce una maggiorazione fino al 220% del costo di acquisto per investimenti in beni 4.0 che includono sistemi di accumulo abbinati a nuovi impianti di produzione da fonti rinnovabili. Il vincolo principale e la contestualita: lo storage deve essere acquistato insieme al fotovoltaico o all'eolico, non come retrofit isolato.

Il contributo capitale del Decreto MASE sulle CER e configurazioni di autoconsumo collettivo arriva fino al 40% per impianti rinnovabili con accumulo nei comuni sotto i 5.000 abitanti, finanziato con risorse PNRR. Le aste MACSE gestite da Terna sono invece riservate a impianti di taglia medio-grande (tipicamente sopra i 5 MW) e remunerano la disponibilita di capacita di accumulo per il sistema, con contratti pluriennali assegnati al miglior offerente in EUR/MW/anno.

Per un'azienda C&I con BESS da 200-500 kWh, l'iperammortamento e di gran lunga il canale piu accessibile e va inserito nel business plan fin dalla fase preliminare, perche cambia il payback di 18-30 mesi rispetto allo scenario senza incentivo.

Cos'e l'UVAM e un BESS BTM puo parteciparvi?

L'UVAM (Unita Virtuale Abilitata Mista) e un aggregato virtuale di unita di produzione, consumo e accumulo che partecipa congiuntamente al Mercato dei Servizi di Dispacciamento gestito da Terna, sotto la responsabilita di un BSP (Balance Service Provider) che ne coordina la flessibilita.

Un BESS BTM puo entrare in un'UVAM tramite un BSP qualificato a condizione che l'aggregato complessivo superi i 200 kW di potenza modulabile e che il sistema di misura consenta la lettura in tempo reale dei flussi. Il valore riconosciuto al singolo asset varia fra 25.000 e 60.000 EUR/MW/anno a seconda dei servizi forniti (riserva terziaria, bilanciamento) e rappresenta un revenue stream aggiuntivo rispetto al risparmio in bolletta gia generato dall'autoconsumo.

5. Costi di un impianto BESS behind the meter nel mercato italiano 2026

Il costo chiavi in mano di un BESS BTM industriale nel 2026 si colloca in una banda piuttosto ampia che riflette taglia, chimica, livello di integrazione con il fotovoltaico esistente, qualita dell'inverter e specifiche di backup. Parlare di un prezzo medio per kWh ha senso solo entro fasce di taglia omogenee, perche i costi specifici scendono in modo non lineare al crescere della capacita installata.

Quali sono i range di prezzo per kWh chiavi in mano nel 2026?

I valori di mercato osservati su preventivi reali in Italia nel primo semestre 2026 si distribuiscono come segue per impianti DC-block LFP, comprensivi di hardware, installazione, pratiche e collaudo:

  • Taglia residenziale evoluta o piccolo terziario (10-30 kWh): 650-900 EUR/kWh chiavi in mano, dominato dai costi fissi di installazione e dai margini distribuzione retail.
  • Piccolo commerciale e artigianale (30-100 kWh): 480-680 EUR/kWh, qui il salto di scala riduce drasticamente l'incidenza dei costi fissi.
  • Commerciale e industriale medio (100-500 kWh): 380-550 EUR/kWh, fascia dei capannoni manifatturieri e dei centri logistici di medie dimensioni.
  • Industriale grande (500 kWh - 2 MWh): 280-420 EUR/kWh, configurazione in cabina esterna con inverter centralizzati Sungrow o Huawei.
  • Utility-scale e MACSE (oltre 2 MWh): 220-330 EUR/kWh, soglia di accesso al mercato dei servizi ancillari.

Quali voci compongono il costo totale di un BESS BTM?

La scomposizione del prezzo chiavi in mano segue uno schema riconoscibile, utile per leggere e confrontare i preventivi. L'hardware vale 55-65% del totale: dentro questa quota le batterie pesano circa il 40-50%, gli inverter il 15-20%, BMS ed EMS il 5-8%, quadri e protezioni il 10-12%. Le opere elettriche e civili coprono un altro 20-25% del totale, voce che cresce molto in caso di adeguamento cabina MT, rifacimento del sistema di terra o necessita di realizzare un locale dedicato con prevenzione incendi.

Il resto si distribuisce fra progettazione e pratiche autorizzative (5-8%), collaudi e qualifica al gestore di rete (3-5%), monitoraggio e contratto di manutenzione preventiva per i primi 5 anni (4-7%). Spesso i preventivi piu economici nascondono voci sottostimate proprio nelle ultime tre categorie, che pero a consuntivo emergono come varianti in corso d'opera o costi operativi non previsti dopo il primo anno.

Quanto incide la personalizzazione sul prezzo finale?

Un impianto su misura per un sito con vincoli specifici puo costare il 20-35% in piu rispetto a una configurazione standard di pari capacita. I driver principali della personalizzazione sono: spazio disponibile insufficiente (che forza inverter compatti tipo Fronius Symo Hybrid o configurazioni indoor cabinet invece di cabina esterna), necessita di backup esteso oltre i carichi critici minimi, integrazione con sistemi EMS proprietari del gruppo industriale, certificazioni ATEX per ambienti potenzialmente esplosivi nei siti chimici o petrolchimici.

6. Rendimento, efficienza round-trip e ritorno economico

Il rendimento reale di un BESS BTM si misura su piani distinti che vanno tenuti separati per evitare confusione e promesse di payback irrealistici. L'efficienza tecnica di conversione (rendimento di ciclo carica/scarica) descrive quanta energia si recupera ai morsetti AC, mentre l'efficienza operativa misura quanti dei cicli garantiti vengono effettivamente utilizzati e l'efficienza economica traduce in EUR ogni kWh installato. Un sistema puo essere ottimo sul primo piano e mediocre sugli altri due, se il dimensionamento o la logica di gestione sono sbagliati.

Che cos'e la round-trip efficiency e quanto incide sul ROI?

La round-trip efficiency e il rapporto fra l'energia restituita ai carichi durante la fase di scarica e l'energia assorbita dalle batterie durante la fase di carica, misurata ai morsetti AC del sistema. Comprende le perdite dell'inverter in conversione DC-AC (2-4% per direzione), le perdite ohmiche nei cablaggi e nei quadri (1-2%), le perdite chimiche intrinseche del pacco batterie (3-5%) e gli autoconsumi dei sistemi ausiliari di controllo e climatizzazione (1-3% in funzione delle temperature di esercizio).

Su un sistema LFP industriale ben progettato, i valori tipici sono 88-92% per architetture DC-coupled e 82-87% per AC-coupled. Una differenza di 5 punti percentuali sul rendimento di ciclo si traduce, su 300 kWh nominali ciclati una volta al giorno per 300 giorni l'anno, in 4.500 kWh persi all'anno. A un valore evitato di 0,18 EUR/kWh parliamo di 810 EUR/anno di mancato risparmio per ogni 5 punti di efficienza in meno, una cifra che su 10 anni di vita utile incide significativamente sul payback complessivo.

Quali leve determinano il payback economico reale?

Quattro leve, in ordine decrescente di impatto economico sulla maggior parte degli impianti C&I osservati nel mercato italiano, guidano il tempo di rientro dell'investimento:

  • Differenziale tariffario fra acquisto e cessione: il valore di ogni kWh autoconsumato grazie alla batteria, tipicamente 0,10-0,18 EUR/kWh in piu rispetto alla cessione al GSE.
  • Quando i picchi vengono livellati, la potenza impegnata puo essere rinegoziata verso il basso, con risparmio sulla quota fissa di 50-120 EUR/kW/anno.
  • L'arbitraggio fasce orarie consente di caricare in F3 (notte e weekend) a 0,08-0,12 EUR/kWh e scaricare in F1 a 0,18-0,28 EUR/kWh, generando un margine netto di 0,06-0,16 EUR/kWh per ciclo.
  • Sul fronte continuita operativa, evitare un fermo di produzione di 4-6 ore per un blackout in un'azienda con fatturato orario di 5.000-15.000 EUR ripaga in pochi episodi il delta di costo della riserva di emergenza.

Quanto dura davvero un pacco batterie LFP industriale?

La vita utile dichiarata in cicli completi di un sistema LFP industriale di qualita e oggi tipicamente 8.000-10.000 cicli al 70-80% di capacita residua, con garanzia commerciale che copre 10 anni e 6.000 cicli per i marchi di riferimento (BYD, CATL, Pylontech US5000 nel segmento commerciale; Sungrow PowerStack, Huawei LUNA2000 nel medio-grande). La degradazione reale dipende da profondita di scarica giornaliera (tenere sotto l'80% prolunga la vita di anni), temperatura media di esercizio (sopra i 35 gradi la chimica accelera l'invecchiamento), velocita di ciclaggio (C-rate superiore a 0,5C riduce i cicli totali del 15-25%).

Pianificare un BESS industriale assumendo 12-13 anni di vita utile reale, contro i 10 di garanzia, permette di calcolare un LCOS (Levelized Cost of Storage) sui 0,08-0,12 EUR/kWh per i tagli C&I, valore confrontabile direttamente con il differenziale tariffario evitato in fase di business plan.

Qual e la differenza tra un BESS e un sistema UPS?

Un UPS (Uninterruptible Power Supply) e progettato per garantire continuita ai carichi critici per pochi minuti, il tempo necessario a spegnere ordinatamente i server o ad avviare un gruppo elettrogeno; opera in stato di standby per la quasi totalita della sua vita utile e si attiva solo nei rari eventi di disservizio della rete.

Il BESS BTM ha una logica diversa: lavora in modo continuativo, con 1-2 cicli completi al giorno, e genera valore economico per tutto il ciclo di vita attraverso autoconsumo, arbitraggio orario e riduzione dei picchi. L'orizzonte di scarica si misura in ore e non in minuti, il ROI dipende dall'uso quotidiano (non dalla rarita degli eventi di blackout) e l'investimento si ripaga grazie al risparmio in bolletta. Un UPS, di contro, resta un costo puro di assicurazione operativa.

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Domande Frequenti

Che differenza c’è tra un sistema BESS behind-the-meter e uno front-of-the-meter?
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Come funziona un BESS behind-the-meter installato lato utente?
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In che modo un sistema dietro il contatore aumenta l’autoconsumo dell’energia prodotta in loco?
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Quali componenti servono per un impianto BESS behind-the-meter?
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Come vengono gestiti carica, scarica e backup in un sistema di accumulo con EMS?
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Quanto costa un impianto BESS behind-the-meter per uso industriale o commerciale?
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Quali fattori incidono di più sul ritorno economico di un sistema BESS dietro il contatore?
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Come si dimensiona correttamente una batteria in kWh e kW in base al profilo di carico?
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Quali vantaggi offre un BESS behind-the-meter per il peak shaving e la continuità operativa?
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