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Impianti Realizzati
Come partecipare al MACSE di Terna: disciplina DM 346/2024, calendario d'asta, requisiti tecnici e sistema delle garanzie. Inclusi risultati della prima asta conclusa il 30 settembre 2025 (10 GWh, consegna 2028) e tornate 2026-2029.

Il MACSE — acronimo di Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico — è la procedura competitiva con cui Terna seleziona nuova capacità di accumulo a beneficio del sistema elettrico nazionale. La logica è quella di un mercato a termine: il gestore di rete acquista oggi, tramite asta, la disponibilità futura di storage che entrerà in esercizio in un anno di consegna predefinito, garantendo così copertura programmata per il bilanciamento della rete. Il meccanismo nasce per accelerare lo sviluppo di batterie centralizzate su scala di rete, indispensabili a integrare le rinnovabili non programmabili come fotovoltaico ed eolico.
L'impianto normativo del MACSE si fonda su atti complementari che si sono susseguiti negli ultimi anni: il D.Lgs. 8 novembre 2021 n. 210, la Delibera ARERA 247/2023/R/eel e il Decreto MASE 10 ottobre 2024 n. 346, pubblicato il 22 ottobre 2024 — quest'ultimo approva formalmente la disciplina elaborata da Terna. Un ulteriore Decreto MASE del 27 febbraio 2025 ha approvato il Piano di Approvvigionamento Annuale (PAA) che fissa i contingenti e le scadenze operative della prima tornata.
Il MACSE è uno strumento regolato che mira a sviluppare stoccaggi centralizzati di taglia industriale, ovvero impianti di accumulo connessi alla rete di trasmissione anziché a singoli siti di consumo. L'obiettivo immediato è aumentare la flessibilità operativa del sistema elettrico, riducendo congestioni di rete e supportando l'integrazione di rinnovabili a profilo intermittente. Sul medio periodo il meccanismo punta a ridurre la dipendenza da impianti di backup a combustibili fossili, spostando la riserva di flessibilità verso batterie a ioni di litio e altre tecnologie di storage elettrochimico.
Un secondo obiettivo è dare ai progetti storage una remunerazione stabile e bancabile su orizzonte pluriennale, espressa in euro per megawattora di capacità all'anno. Senza un meccanismo di capacità i progetti di batterie su larga scala faticano a chiudere il business case sui soli ricavi del Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD): il MACSE colma questa lacuna garantendo un ricavo di base contrattualizzato a termine, sopra il quale gli operatori possono comunque attivare le proprie strategie di negoziazione sui mercati a pronti.
La disciplina MACSE dettaglia regole di partecipazione, criteri di assegnazione e schema di remunerazione: definisce chi può candidarsi, quali tecnologie sono ammesse, come si calcola la garanzia, quali penali si applicano agli inadempimenti. Il principio guida è la competizione regolata tra progetti omogenei, in cui le offerte sono confrontate su parametri economici (prezzo richiesto in €/MWh/anno) e tecnici (capacità in MWh, durata di erogazione, tempi di realizzazione). La disciplina richiama poi i contratti standard tra Terna e aggiudicatari, che vincolano l'operatore per l'intero periodo di consegna.
Il quadro regolatorio si articola su atti complementari: il D.Lgs. 210/2021 costituisce il fondamento legislativo del meccanismo di capacità per lo storage; la Delibera ARERA 247/2023/R/eel ha emanato l'atto di indirizzo che ha definito il perimetro economico e regolatorio; il DM 346/2024 ha approvato la disciplina operativa redatta da Terna; il PAA approvato a febbraio 2025 ha specificato volumi e date della prima tornata. Per ogni ulteriore asta sono attesi PAA successivi, che aggiornano contingenti e calendario in funzione del fabbisogno del sistema.
Il MACSE è aperto agli operatori che intendono realizzare nuova capacità di accumulo non ancora esistente al momento della procedura: la gara non finanzia impianti già in esercizio ma seleziona progetti greenfield o di repowering significativo. Questo vincolo è essenziale per garantire che il meccanismo aggiunga effettivamente flessibilità al sistema, anziché remunerare asset già operativi.
Il perimetro tecnologico privilegia soluzioni con tempi di risposta rapidi e profilo di erogazione programmabile, coerenti con gli obiettivi di bilanciamento della rete di trasmissione. La qualificazione preventiva da parte di Terna è il passaggio che certifica l'idoneità di ciascun impianto a competere in gara: senza qualificazione tecnica, nessuna offerta è ammessa indipendentemente dal prezzo proposto.
La prima asta MACSE 2028 ha ammesso un perimetro tecnologico definito, con un'esclusione esplicita per il pompaggio idroelettrico. Le categorie qualificate sono:
La distinzione tra tecnologie incide concretamente sul calcolo della garanzia e del premio di riserva: il meccanismo applica come riferimento la tecnologia con periodo di pianificazione più breve, parametro che misura il tempo necessario tra contrattualizzazione e messa in esercizio. Questo favorisce sistemi con iter realizzativo compatto, tipicamente le batterie agli ioni di litio prefabbricate in container.
La qualificazione Terna prevede una verifica documentale e tecnica che copre capacità dichiarata, compatibilità di rete e conformità alle prescrizioni di connessione. La capacità è espressa in megawattora — il MWh è l'unità contrattuale del MACSE — e va certificata sulla base della tecnologia adottata, non semplicemente dichiarata. L'operatore deve documentare durata di erogazione, efficienza del ciclo e cicli di vita attesi, parametri che incidono sia sulla finanziabilità bancaria del progetto sia sull'effettiva disponibilità della capacità durante il periodo di consegna.
Sul piano dell'integrazione di rete, l'impianto deve rispettare le prescrizioni di connessione del sito di installazione: codici di rete Terna, norme CEI di riferimento per gli accumuli connessi in alta o altissima tensione, requisiti di partecipazione al MSD. La conformità non si esaurisce nella fase di gara: l'aggiudicatario è vincolato per l'intero periodo di consegna, e Terna verifica in esercizio che le prestazioni tecniche dichiarate corrispondano a quelle effettive, applicando le penali previste nel contratto standard in caso di scostamento osservato sulle prestazioni misurate in campo.
La disciplina MACSE introduce la nozione di Sistema di Stoccaggio (SdS) qualificato, ovvero un impianto che ha superato la verifica preventiva di Terna sulle prestazioni tecniche e sulla compatibilità di rete. La qualificazione è il pre-requisito formale per accedere alla gara: distingue un progetto autorizzato da uno effettivamente eleggibile in asta. Senza il provvedimento di qualificazione la sola autorizzazione amministrativa non basta a rendere l'impianto candidabile.
Sul piano operativo la disciplina riconosce diverse tipologie di SdS qualificato, ciascuna con regole proprie. Gli SdS stand-alone sono impianti di accumulo elettrochimico connessi direttamente alla rete di trasmissione, dedicati interamente al MACSE e gestiti come asset di rete. Gli SdS abbinati a impianti di produzione sono batterie integrate con impianti di generazione rinnovabile in configurazione co-located, con misurazione separata dei flussi energetici. Accanto a questi due profili principali, la disciplina ammette anche SdS con altre architetture qualificate: soluzioni ibride o configurazioni speciali, valutate caso per caso se rispettano i requisiti di disponibilità, controllabilità e separazione contabile previsti dalla disciplina.
Il calendario delle aste MACSE si articola su un orizzonte pluriennale 2026-2029, con tornate annuali ciascuna riferita a un anno di consegna distinto e con contingenti incrementali. L'anno di consegna è il momento in cui la capacità contrattualizzata deve essere effettivamente disponibile: l'asta avviene anni prima per consentire all'aggiudicatario di completare autorizzazioni, costruzione e collaudo. La differenza temporale tra data di asta e anno di consegna è tipicamente di tre anni, una finestra coerente con i tempi medi di realizzazione di un impianto BESS su scala di rete in Italia.
Il prossimo appuntamento operativo è la seconda asta MACSE, attesa nel quarto trimestre 2026, riferita all'anno di consegna 2029. Il fabbisogno indicativo segnalato da ARERA nelle proprie analisi preliminari si attesta attorno ai 16 GWh complessivi, un volume sensibilmente superiore ai 10 GWh della prima tornata e coerente con l'accelerazione del piano di sviluppo dello storage centralizzato.
La sessione si colloca in un contesto regolatorio fitto: a giugno 2026 è in calendario anche l'asta del Capacity Market per l'anno di consegna 2029, e il coordinamento tra i due meccanismi sarà un elemento di pianificazione critico per gli operatori che valutano una doppia partecipazione. I contingenti definitivi e le date puntuali del bando saranno fissati dal PAA 2026 in pubblicazione da Terna. La distinzione tra prima asta, seconda asta e tornate successive non è solo cronologica: ciascuna gara serve un anno di consegna diverso e copre un contingente di capacità calibrato sul fabbisogno residuo del sistema, in modo che la domanda complessiva di flessibilità venga distribuita su più sessioni. Questo riduce la concentrazione del rischio e permette al meccanismo di adattarsi all'andamento effettivo dei progetti autorizzati.
La prima asta MACSE, riferita all'anno di consegna 2028, si è svolta il 30 settembre 2025 con apertura alle ore 10:00 sul portale dedicato di Terna. Le scadenze operative che hanno preceduto la gara sono state scaglionate da giugno ad agosto 2025: 3 giugno per la domanda di ammissione, 17 luglio per il caricamento di documentazione e dati sul portale MACSE, 21 agosto per il versamento del deposito cauzionale, 26 agosto per il caricamento delle autorizzazioni. Rispettare ciascuna scadenza è stata condizione necessaria per l'ammissione finale.
Sul fronte degli esiti, Terna ha comunicato l'aggiudicazione integrale del contingente messo a gara: sono stati assegnati 10 GWh di capacità di accumulo distribuiti su quattro aree di mercato — Centro Sud, Sud e Calabria, Sicilia, Sardegna. I prezzi medi ponderati di aggiudicazione si sono attestati attorno ai 13.000 €/MWh/anno (14.566 €/MWh/anno per Centro Sud, 12.146 €/MWh/anno per Sud e Calabria, 15.846 €/MWh/anno per Sicilia, 15.029 €/MWh/anno per Sardegna), nettamente al di sotto del prezzo di riserva regolatorio fissato a 37.000 €/MWh/anno. Tra gli aggiudicatari figurano operatori come Enel Green Power, Edison Stoccaggio e sviluppatori indipendenti specializzati in BESS utility-scale (es. Habitat Energy o GreenIT Energy come trader operator nei project finance correlati). L'entrata in esercizio degli impianti aggiudicati è prevista entro l'anno di consegna 2028.
L'orizzonte 2026-2029 prevede tornate aggiuntive con contingenti incrementali, calibrati dai PAA approvati di anno in anno dal MASE su proposta di Terna. La logica resta quella della programmazione a termine della capacità di accumulo, ma il volume messo a gara in ciascuna sessione dipende dal fabbisogno residuo: se una tornata copre l'obiettivo previsto, la successiva può ridursi; viceversa, una sotto-aggiudicazione spinge ad ampliare il contingente di quella seguente. Le tempistiche puntuali (date d'asta, anno di consegna corrispondente, contingenti di MWh) sono pubblicate da Terna in ciascun PAA.
Per gli operatori la pianificazione strategica richiede di monitorare due flussi paralleli: le pubblicazioni regolatorie MASE-ARERA che aggiornano la disciplina, e gli avvisi operativi Terna che fissano calendario e contingente di ogni asta. Una pianificazione efficace anticipa di almeno dodici mesi le scadenze documentali, perché le autorizzazioni amministrative — VIA, Valutazione di Impatto Paesaggistico, connessione di rete — richiedono iter molto più lunghi delle finestre di ammissione MACSE.
La disciplina MACSE prevede due format procedurali, asta breve e asta lunga, distinti dalla durata del contratto e dalla tecnologia di riferimento. La asta breve è il format applicato alle batterie a ioni di litio e alle altre soluzioni elettrochimiche, con un contratto standard a termine di 15 anni: orizzonte coerente con la vita utile economica delle celle, i cicli di ammortamento dei BESS e i tempi tipici di repowering della tecnologia. La prima tornata 2028 è stata gestita interamente in modalità asta breve.
La asta lunga è invece riservata ai pompaggi idroelettrici, con un orizzonte contrattuale di 30 anni: durata calibrata sulla vita tecnica degli impianti idroelettrici e sui tempi di realizzazione tipici di un pompaggio, sensibilmente più lunghi rispetto a un BESS. L'introduzione della asta lunga è attesa nelle tornate 2026-2029 successive alla prima, e amplierà il perimetro tecnologico del MACSE includendo lo storage idroelettrico, oggi escluso. La distinzione tra i due format è strutturale per gli operatori: condiziona modello finanziario, finanziabilità bancaria e profilo di rischio del progetto sull'intero ciclo di vita.
La partecipazione a un'asta MACSE richiede una preparazione documentale e operativa che si sviluppa su mesi, non settimane. Le procedure sono competitive e regolate dalla disciplina approvata con DM 346/2024, in coerenza con il D.Lgs. 210/2021 e la Delibera ARERA 247/2023/R/eel: ogni non conformità documentale o tecnica comporta l'esclusione dalla gara, senza possibilità di integrazione successiva al termine.
L'errore più frequente osservato nella prima tornata è stato presentare l'ammissione con autorizzazioni non allineate ai tempi di consegna della capacità: un progetto che non riesce a dimostrare di poter entrare in esercizio entro l'anno di consegna contrattuale viene escluso, anche se il prezzo offerto è competitivo. Chi ha seguito da vicino la prima tornata lo sa: la verifica autorizzativa preliminare è spesso più critica della parte economica dell'offerta.
La domanda di ammissione all'asta MACSE è un dossier strutturato che il candidato carica sul portale Terna entro le scadenze fissate dal PAA. Gli elementi essenziali sono:
La checklist non è esaustiva: ogni PAA può aggiungere allegati specifici (per esempio relazioni di compatibilità geotecnica per impianti in aree sismiche). Conviene leggere integralmente l'avviso d'asta pubblicato da Terna prima di consolidare il dossier, anche se l'operatore ha già partecipato a tornate precedenti.
Il percorso operativo dall'apertura della finestra di ammissione fino al collaudo dell'impianto si articola in sette fasi sequenziali, ciascuna con i propri termini e adempimenti:
Dopo l'aggiudicazione, gli adempimenti non si esauriscono nella sola realizzazione dell'impianto. L'aggiudicatario è obbligato alla disponibilità della capacità contrattualizzata per l'intero periodo di consegna, alla partecipazione al MSD secondo le prestazioni tecniche minime previste, e al rispetto delle finestre di manutenzione concordate con Terna. Il mancato rispetto di questi vincoli attiva le penali del contratto standard e, nei casi più gravi, l'escussione delle garanzie post-asta.
Tra le condizioni di realizzazione spesso sottovalutate dagli operatori c'è l'obbligo di costituire una Unità di Produzione Servizi Ausiliari (UPSA) dedicata, abbinata in modo univoco al singolo SdS qualificato. La disciplina richiede inoltre che ciascun elemento N-1 del progetto (trasformatori, inverter, sistemi di controllo) sia documentato come ridondante o sostituibile entro tempi compatibili con il livello di disponibilità contrattuale: senza il presidio congiunto di UPSA dedicata e architettura N-1, l'aggiudicatario rischia di non superare le verifiche di compliance condotte da Terna in fase di esercizio, con conseguente attivazione delle penali.
Il sistema delle garanzie è la spina dorsale finanziaria del MACSE: serve a presidiare l'impegno dell'operatore in tutte le fasi cruciali, dalla candidatura fino al collaudo dell'impianto, e a proteggere Terna dal rischio di offerte speculative o di inadempimenti contrattuali. Ogni progetto deve dimostrare solidità finanziaria, autorizzativa e tecnica lungo l'intero iter, e le garanzie sono lo strumento con cui il meccanismo verifica concretamente questa solidità.
L'architettura prevede strumenti temporalmente distinti che coprono fasi e rischi differenti: la garanzia pre-asta tutela contro offerte non sostenute da reale capacità realizzativa; la garanzia post-asta presidia la fase di costruzione fino al collaudo; il contributo al fondo di garanzia mutualistico funziona come riserva di sistema, attivabile solo dopo l'escussione delle garanzie individuali del singolo aggiudicatario.
Le garanzie del MACSE hanno tempistiche, formule di calcolo e meccanismi di restituzione propri. Per pianificare correttamente la copertura finanziaria del progetto è essenziale tenerli separati:
Per il recupero delle somme in caso di inadempimento, Terna ricorre al fondo solo dopo aver escusso le garanzie post-asta dell'aggiudicatario inadempiente. L'azione sul fondo segue una gerarchia precisa: prima sulle somme dell'inadempiente, poi sulle quote degli altri aggiudicatari, garantendo un processo ordinato che protegge la mutualità senza penalizzare ingiustamente gli operatori virtuosi.
Il contratto standard MACSE impegna l'aggiudicatario su un set di obblighi fondamentali, che vanno rispettati per l'intero periodo di consegna a partire dal 1° gennaio dell'anno contrattuale. Il primo è la reale realizzazione della capacità impegnata nei tempi previsti; segue la disponibilità della capacità a Terna durante tutto il periodo di consegna; infine la partecipazione obbligatoria al Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD) nel rispetto delle prestazioni tecniche minime. La remunerazione è espressa in euro per megawattora di capacità all'anno e viene corrisposta su base annuale per l'intera durata contrattuale.
I rischi che l'operatore deve presidiare lungo l'iter sono principalmente di natura autorizzativa, tecnica e operativa. Il rischio autorizzativo riguarda il permitting: l'iter per impianti BESS su scala di rete può eccedere i 24 mesi, e un'autorizzazione che slitta oltre la scadenza contrattuale espone alle penali. Sul piano tecnico, le prestazioni dichiarate — efficienza di ciclo, tempo di risposta e durata di erogazione — sono verificate in esercizio e ogni scostamento riconosciuto attiva penali. Infine c'è l'indisponibilità dell'asset nei periodi contrattualmente previsti, sia per cause tecniche (degrado delle celle, guasti dell'inverter) sia per cause esterne (interruzioni di rete, eventi forza maggiore non riconosciuti dal contratto).
Per pianificare la copertura finanziaria di un progetto MACSE è utile confrontare le tre garanzie su quattro parametri operativi: importo, strumento ammesso, scadenza di costituzione, modalità di restituzione. La sintesi seguente schematizza il confronto:
La somma delle tre coperture rappresenta un onere finanziario significativo nella fase pre-collaudo, motivo per cui la finanziabilità bancaria del progetto e la scelta dello strumento di garanzia post-asta (deposito vs fideiussione) sono spesso variabili decisive nella strategia di partecipazione.
In uno scenario tipico di partecipazione alla seconda asta MACSE attesa nel quarto trimestre 2026, un operatore con un progetto BESS standalone da 150-200 MWh in cabina primaria nel Sud Italia (es. su sottostazione AT in area Sicilia o Sud-Calabria, con integrator tipo Tesla Megapack o Fluence Gridstack su celle CATL EnerC o EVE LF) applicherebbe le formule come segue. La garanzia pre-asta tende a collocarsi attorno a 7-8 milioni di euro (capacità qualificata × 37.000 €/MWh/anno × 110%, deposito infruttifero restituibile entro 15 giorni dalla controfirma del contratto). La garanzia post-asta, calcolata su 3-4 anni di pianificazione tecnologia e 115%, può raggiungere i 25-30 milioni di euro, mentre il contributo al fondo si attesta sull'1-1,5 milione. I valori restano puramente esemplificativi e dipendono dal premio di riserva effettivo e dal mix tecnologico del progetto.
Terna pubblica gli esiti ufficiali delle aste MACSE sul proprio sito istituzionale al termine di ogni tornata, sotto forma di rendiconto strutturato. Distinguere tra risultati provvisori, comunicazioni ufficiali e pubblicazione finale è importante: i primi non hanno valore contrattuale e possono essere rettificati, mentre la pubblicazione finale è il riferimento autentico per qualsiasi analisi di mercato. Per la prima asta MACSE 2028, il rendiconto degli esiti è stato pubblicato nelle settimane successive al 30 settembre 2025.
Una distinzione preliminare riguarda la nozione stessa di capacità: la stessa unità in MWh assume significati diversi a seconda dello stato del progetto. È utile tenere separati i quattro stati di seguito prima di interpretare qualsiasi dato.
Il rendiconto ufficiale di un'asta MACSE contiene una serie di indicatori standardizzati, indispensabili per chi vuole leggere il mercato dello storage italiano:
Interpretare correttamente un rendiconto MACSE significa prima di tutto distinguere quattro nozioni di capacità che usano la stessa unità in MWh ma indicano cose diverse: capacità autorizzata (il volume di progetti che hanno ottenuto il titolo abilitativo), capacità qualificata (la parte di autorizzata che ha superato la qualificazione Terna), capacità contrattualizzata (la parte aggiudicata in asta), capacità effettiva (quella che entra realmente in esercizio nell'anno di consegna). Nella prima tornata, a fronte di un fabbisogno di 10 GWh, la capacità autorizzata in fase pre-gara era stimata in circa 9 GWh, mentre la capacità contrattualizzata ha raggiunto i 10 GWh grazie al subentro di progetti qualificati in extremis.
La lettura territoriale dei prezzi è il secondo livello di analisi: Sicilia e Sardegna hanno avuto prezzi medi più alti (rispettivamente 15.846 e 15.029 €/MWh/anno) rispetto a Sud e Calabria (12.146 €/MWh/anno), un divario che riflette costi logistici e autorizzativi differenziati per area, oltre alla diversa concentrazione di operatori candidati. Il confronto con il prezzo di riserva regolatorio di 37.000 €/MWh/anno fornisce poi una metrica chiara di efficienza: prezzi medi attorno ai 13.000 €/MWh/anno indicano un mercato competitivo, ben al di sotto del massimo amministrato. Per le aste successive nell'orizzonte 2026-2029, questi numeri restano i benchmark di riferimento per chi struttura un'offerta.
Lo stoccaggio elettrico centralizzato è la leva con cui il sistema italiano gestisce la variabilità crescente della produzione da fonti rinnovabili non programmabili. Tra il 2020 e oggi la capacità fotovoltaica connessa è raddoppiata, e l'eolico continua a crescere a ritmo sostenuto: senza una riserva di flessibilità adeguata, la rete di trasmissione rischia congestioni nelle ore di sovrapproduzione e carenze nelle ore serali a basso irraggiamento. Il MACSE è lo strumento regolato con cui questa riserva viene programmata.
Rispetto agli impianti di backup fossili, lo storage centralizzato offre vantaggi strutturali: tempi di risposta sotto il secondo, capacità di assorbire energia oltre che di erogarla, assenza di emissioni dirette in esercizio. Gli impianti BESS partecipano sia a servizi rapidi di regolazione di frequenza sia al time-shifting tra ore di sovrapproduzione e ore di picco di domanda, sostituendo gradualmente il ruolo svolto storicamente da turbogas e gruppi a carbone. Sul mercato italiano dominano integrator BESS utility-scale come Tesla Megapack, Fluence Gridstack e Sungrow ST-series, abbinati a celle di taglia industriale (es. CATL EnerC, BYD MC Cube, EVE Energy LF) che costituiscono lo standard tecnologico delle aste MACSE.
Il valore dello stoccaggio centralizzato si manifesta su più livelli concreti. Sul piano operativo, la sicurezza di esercizio della rete è la prima ragione: con percentuali di rinnovabili oltre il 40% del mix annuale, la capacità di assorbire eccessi e coprire deficit in tempo reale diventa una condizione necessaria, non un optional.
A questo si affianca l'efficienza economica del mercato dell'energia: lo storage cattura energia nei momenti di prezzo basso (eccesso di produzione solare nelle ore centrali) e la rilascia nelle ore di prezzo alto (picco serale), comprimendo la volatilità e riducendo il costo medio del sistema. Sul piano territoriale, infine, lo stoccaggio centralizzato porta resilienza dove la rete è più fragile: in aree con alta penetrazione di rinnovabili distribuite ma rete debole — il caso tipico di Sicilia e Sardegna — evita curtailment delle rinnovabili e riduce la necessità di nuovi elettrodotti. Non a caso, la prima asta MACSE ha allocato il contingente integrale proprio nelle aree Centro Sud, Sud e Calabria, Sicilia e Sardegna, dove il fabbisogno di flessibilità è strutturalmente più alto.
Il MACSE è uno strumento di pianificazione: Terna acquista la capacità di accumulo con anni di anticipo rispetto all'anno di consegna, e questa visibilità di lungo periodo è essenziale per programmare lo sviluppo coordinato di rete e storage. Senza un meccanismo a termine, gli investimenti in batterie su scala di rete dipenderebbero solo dai segnali di prezzo dell'MSD, intrinsecamente volatili e difficili da bancabilizzare per progetti che richiedono CapEx superiori ai 100 milioni di euro per impianti da diverse centinaia di MWh.
Il meccanismo favorisce inoltre l'integrazione tra mercato dell'energia, dispacciamento e pianificazione di rete. Le risorse contrattualizzate al MACSE partecipano obbligatoriamente al MSD durante il periodo di consegna, e questo allinea l'incentivo regolatorio con l'effettiva fornitura di servizi al sistema. Sul fronte della pianificazione, le aste future nell'orizzonte 2026-2029 saranno calibrate sulla base degli scenari di sviluppo della rete pubblicati da Terna, in coordinamento con i piani di sviluppo del fotovoltaico industriale e dell'eolico onshore previsti dal PNIEC. In questo senso il MACSE non è solo un mercato della capacità, ma un tassello operativo della transizione energetica italiana verso un sistema a forte penetrazione di rinnovabili e basse emissioni.
Il contratto standard MACSE non è solo un vincolo di disponibilità: definisce anche il modello operativo con cui l'aggiudicatario eroga il servizio, le cause che possono portare Terna a risolvere il rapporto e le condizioni del recesso volontario. Capire come si articolano questi profili è essenziale per valutare correttamente il profilo di rischio dell'investimento e per costruire un business case che tenga conto delle clausole contrattuali, non solo della remunerazione attesa in €/MWh/anno.
L'Allegato 7 della Disciplina MACSE descrive lo schema dei contratti time-shifting che regolano l'operatività dell'impianto, mentre il contratto standard di cui all'Allegato 3 disciplina cause di risoluzione e diritti di recesso. La Delibera ARERA 247/2023/R/eel resta l'atto di indirizzo regolatorio che ha fissato i principi economici sottostanti, ripresi e dettagliati dalla disciplina operativa approvata con DM 346/2024.
I contratti time-shifting sono lo schema operativo con cui l'aggiudicatario MACSE eroga il servizio di accumulo a beneficio del sistema: l'impianto immagazzina energia nelle ore di sovrapproduzione (tipicamente picchi di generazione fotovoltaica nelle ore centrali della giornata) e la restituisce nelle ore di domanda elevata, sotto le indicazioni operative di Terna. Il time-shifting trasforma uno sbilanciamento orario in una copertura programmata della rete, riducendo congestioni e curtailment delle rinnovabili.
L'integrazione con il Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD) è obbligatoria e codificata: l'aggiudicatario è tenuto a partecipare al MSD durante l'intero periodo di consegna, nel rispetto delle prestazioni tecniche minime previste dalla disciplina. La remunerazione MACSE in €/MWh/anno copre la disponibilità di base della capacità contrattualizzata, mentre i ricavi MSD rappresentano la componente variabile legata all'effettiva attivazione del servizio. Le due remunerazioni si sommano e formano il flusso di cassa operativo dell'impianto durante la vita contrattuale, sopra il quale gli operatori possono attivare strategie di negoziazione aggiuntive sui mercati a pronti.
La risoluzione del contratto da parte di Terna è un'azione grave, attivabile solo nei casi tassativamente previsti dal contratto standard. Le principali cause di risoluzione sono:
In tutti i casi la risoluzione si accompagna all'escussione delle garanzie post-asta e, in subordine, all'azione sul fondo di garanzia mutualistico, secondo la gerarchia definita dalla disciplina: prima sull'inadempiente, poi sulle quote degli altri aggiudicatari.
Il recesso volontario dell'aggiudicatario è ammesso dal contratto standard MACSE, ma è una facoltà fortemente disincentivata e mai gratuita. La disciplina prevede un sistema di penali calibrato sul momento in cui il recesso viene esercitato: più il recesso si avvicina all'anno di consegna, più elevate sono le penali e più consistente l'escussione delle garanzie già costituite. Chi conosce il dossier lo sa bene: un recesso esercitato dopo l'aggiudicazione ma prima della stipula del contratto standard comporta tipicamente la perdita della garanzia pre-asta e l'esclusione da future tornate per un periodo definito dalla disciplina.
Un recesso tardivo, esercitato dopo la stipula del contratto e in prossimità dell'anno di consegna, comporta invece l'escussione completa della garanzia post-asta e la perdita del contributo al fondo di garanzia mutualistico, oltre all'eventuale rivalsa per i danni subiti dal sistema. Per questo motivo, le strategie di partecipazione razionali al MACSE prevedono verifiche di fattibilità tecnico-economica molto approfondite prima dell'offerta: una volta aggiudicato il contratto, il costo dell'uscita è strutturalmente alto e raramente sostenibile sul piano economico.
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