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Dove trovare l'elenco delle comunità energetiche rinnovabili in Italia: come leggere la mappa interattiva GSE-RSE, filtrare le CER per territorio e verificare configurazioni accreditate, stato di maturità e impianti associati.

In Italia non esiste un registro pubblico unico che raccolga tutte le Comunità Energetiche Rinnovabili. Chi cerca l'elenco delle comunità energetiche rinnovabili attive deve appoggiarsi a due fonti istituzionali distinte: l'Elenco delle Configurazioni di autoconsumo pubblicato dal GSE e la mappa interattiva sviluppata da GSE, RSE ed Esri Italia. La consultazione è gratuita e aperta a cittadini, amministrazioni e imprese, ma richiede di sapere quale strumento risponde a quale domanda: l'elenco fornisce i dati tabellari, la mappa la geolocalizzazione.
Una CER è un soggetto giuridico che aggrega cittadini, condomìni, PMI ed enti locali attorno a impianti rinnovabili condivisi sotto la stessa cabina primaria. I membri diventano prosumer, cioè produttori e consumatori insieme, e l'energia viene valorizzata tramite autoconsumo collettivo. Il quadro normativo è il Decreto CACER (DM 414/2023 del MASE), integrato dalle regole operative del GSE e dal TIAD di ARERA, che definisce il perimetro della cabina primaria come area entro cui produzione e consumo possono essere condivisi.
La consultazione di una comunità energetica passa attraverso pochi strumenti istituzionali, ciascuno con una funzione precisa nel verificare presenza, stato e localizzazione di un'iniziativa. L'Elenco delle Configurazioni di autoconsumo del GSE mette a disposizione fogli di calcolo scaricabili con le configurazioni qualificate, organizzati per modello e caso d'uso territoriale. La mappa interattiva GSE-RSE-Esri Italia geolocalizza cabine primarie e iniziative accreditate, con filtri territoriali e stato di maturità progettuale. L'Osservatorio CER Italia agisce come database verticale indipendente, utile per integrare i dati ufficiali con schede e approfondimenti di dettaglio. La documentazione GSE e ARERA — guide operative, regole TIAD e schede tecniche — chiarisce criteri di ammissione e perimetro di configurazione.
La localizzazione non è un dettaglio anagrafico ma il criterio tecnico che determina se una configurazione è ammissibile. Perché l'energia possa essere condivisa e incentivata, impianti e punti di consumo devono ricadere sotto la stessa cabina primaria: è questo vincolo a separare una CER realmente operativa da una semplicemente dichiarata. Verificare la posizione geografica sulla mappa, e non solo il nome nell'elenco, è quindi il controllo di operatività che precede qualsiasi altra valutazione.
Consultare insieme elenco e mappa permette inoltre di leggere la distribuzione territoriale: quante CER insistono su un comune, come si addensano tra aree urbane e periferiche, dove un nuovo progetto troverebbe meno sovrapposizioni. Per un condominio o una PMI che valuta l'adesione, questa lettura geografica anticipa la fattibilità dell'aggregazione locale prima ancora di avviare l'iter con il GSE.
L'elenco GSE e la mappa interattiva sono due viste sugli stessi dati ufficiali, ma vanno usate in sequenza per ottenere un risultato affidabile. L'elenco, in formato foglio di calcolo, consente la consultazione offline e le analisi comparative su molte configurazioni; la mappa traduce quegli stessi dati in geolocalizzazione, mostrando cabine primarie e iniziative con il rispettivo stato di maturità. Il servizio resta gratuito e accessibile a cittadini, amministrazioni e imprese, anche se l'accesso ad alcuni contenuti RSE può richiedere autenticazione o registrazione.
La mappa RSE è costruita a partire dalle informazioni che il GSE pubblica sulle configurazioni accreditate, quindi rispecchia lo stato qualificato e non semplici dichiarazioni di intenti. Attorno a questi strumenti gravita un ecosistema di supporto — guide pratiche, schede operative, approfondimenti normativi, casi studio e un marketplace di professionisti — che orienta chi costituisce o amplia una comunità energetica oltre la sola consultazione del dato.
Il flusso di consultazione più efficiente combina i due strumenti in passaggi ordinati, partendo dal territorio e arrivando alla verifica del singolo dato:
Per un confronto utile non basta il nome dell'iniziativa: occorre distinguere i livelli informativi che la mappa e l'elenco rendono disponibili e usarli come dimensioni di paragone tra configurazioni diverse:
Sul piano operativo, UrbisMap è il geoportale che integra in un'unica interfaccia la mappa RSE delle CER e la mappa delle cabine primarie. Dalla tab Layers, selezionando il piano «Mappa delle cabine primarie», è possibile visualizzare il perimetro esatto di ciascuna cabina primaria sovrapposto alle iniziative CER geolocalizzate: questo doppio layer rende immediato capire quali punti di consumo ricadono dentro o fuori l'area di condivisione ammessa, senza dover incrociare manualmente i dati su più piattaforme.
Le due mappe rispondono a domande diverse e si usano in sequenza, non come alternative. La mappa delle cabine primarie — consultabile anche su UrbisMap come layer separato — visualizza i perimetri di distribuzione della rete AT/MT sul territorio nazionale: è il punto di partenza per verificare se un determinato indirizzo ricade sotto una specifica cabina e quindi se la partecipazione a una CER in quell'area è tecnicamente possibile. La mappa RSE delle CER, invece, geolocalizza le iniziative già censite e qualificate, con il rispettivo stato di maturità progettuale. Usarle insieme significa prima verificare l'ammissibilità del punto di connessione (cabine primarie), poi identificare le comunità già attive su quell'area (mappa RSE).
Comprendere il modello di configurazione è ciò che rende leggibile l'elenco: la tipologia scelta determina dove possono stare gli impianti, come si realizza l'autoconsumo e quali dati compaiono nelle fonti ufficiali. Il GSE pubblica un Elenco delle Configurazioni di autoconsumo qualificate organizzato proprio per modello e caso d'uso, così che iniziative qualificate e progetti ancora in sviluppo non vengano confusi. La normativa CACER distingue in particolare tra autoconsumo individuale a distanza, gruppi di autoconsumatori e comunità energetiche vere e proprie.
Ogni configurazione associa finalità, tecnologie adottate e assetto organizzativo, definendo la relazione tra produttori, consumatori e impianti condivisi. Sono questi elementi di governance a stabilire come nasce, si gestisce e si misura una comunità: la stessa cabina primaria può ospitare un piccolo condominio o un'aggregazione industriale, con regole di ripartizione dei benefici molto diverse. Leggere il modello prima di consultare l'elenco evita di attribuire a un'iniziativa uno stato di avanzamento che non le appartiene.
Le configurazioni qualificate dal GSE si articolano in alcune famiglie ricorrenti, distinte per soggetti coinvolti e modalità di condivisione dell'energia. L'autoconsumo individuale a distanza riguarda un singolo soggetto che produce e consuma su punti diversi sotto la stessa cabina primaria. Il gruppo di autoconsumatori che agiscono collettivamente è la forma tipica del condominio, con impianto condiviso tra unità dello stesso edificio. La comunità energetica rinnovabile vera e propria è un soggetto giuridico aperto che aggrega cittadini, imprese ed enti locali su base volontaria. Comuni e Regioni possono inoltre partecipare come promotori in configurazioni con finalità sociali oltre che energetiche.
La scelta della configurazione dipende dal numero di soggetti e dalla complessità gestionale, e ogni contesto applicativo ha un modello che ne riduce frizioni e costi di coordinamento:
La consultazione su base territoriale è ciò che trasforma un elenco nazionale in uno strumento decisionale concreto. Filtrare per area permette di individuare le CER vicine al proprio punto di connessione o al comune di interesse, condizione necessaria perché l'adesione sia tecnicamente possibile sotto la stessa cabina primaria. Per un'amministrazione o un'impresa, questa lettura locale anticipa lo scouting di partner e configurazioni già operative sul territorio.
Disporre di un elenco filtrabile per regione, provincia e comune abilita anche il benchmarking: confrontare la propria area con territori simili che hanno già avviato comunità energetiche aiuta a riconoscere modelli replicabili. Una zona con molte CER attive segnala un ecosistema maturo di professionisti e impianti; una con poche iniziative indica spazio per nuovi progetti, ma anche una filiera locale ancora da costruire.
Il filtraggio territoriale segue una logica gerarchica, dal livello regionale fino al singolo comune, e si rafforza incrociando più fonti:
La mappa interattiva del GSE restituisce una visione aggregata che va letta per differenze territoriali, non solo per presenza puntuale. Il confronto tra Nord, Centro e Sud evidenzia velocità di adozione diverse, spesso legate alla disponibilità di superfici, alla presenza di Comuni promotori e alla maturità della filiera locale. Una lettura corretta tiene insieme due informazioni: dove le iniziative si concentrano e in quale stato di avanzamento si trovano.
Interpretare la distribuzione significa anche distinguere i poli già densi dalle aree in cui le CER sono ancora rare. Le prime offrono casi studio e professionisti di riferimento; le seconde rappresentano contesti dove un nuovo progetto incontra meno sovrapposizioni ma deve farsi carico di costruire competenze da zero. In questo senso la mappa è uno strumento di pianificazione, non solo di consultazione del dato già noto.
I dati GSE al 31 dicembre 2025 restituiscono una fotografia precisa della distribuzione regionale: 511 iniziative nel Nord Italia — con Lombardia, Piemonte e Veneto come regioni di punta — contro 258 nel Sud e 135 nel Centro. La Sicilia figura tra le prime quattro regioni per numero di CER, confermando che il contesto insulare e il forte irraggiamento hanno accelerato l'adozione nonostante la distanza infrastrutturale dalle aree produttive del Nord. Il Centro Italia resta il territorio con la minore densità, il che segnala sia opportunità per nuovi promotori sia la necessità di sviluppare competenze locali prima di avviare un progetto.
In uno scenario esemplificativo per un comune di area centro-appenninica con 8.000-12.000 abitanti, una CER promossa dall'amministrazione locale con 2-3 impianti fotovoltaici da 50-80 kW ciascuno può coinvolgere 80-120 utenze residenziali e alcune PMI locali sotto la stessa cabina primaria. In una configurazione di questo tipo, l'energia condivisa tende a coprire il 60-75% del fabbisogno delle utenze aderenti nelle ore diurne, con la quota residua coperta da rete. Il processo di qualifica presso il GSE richiede tipicamente 4-6 mesi dalla costituzione del soggetto giuridico, un arco temporale che orienta la pianificazione dell'iter procedurale prima di richiedere la tariffa incentivante TCEC.
Chi cerca l'elenco delle CER in formato PDF scopre presto che le fonti ufficiali privilegiano altri formati. Il GSE pubblica le configurazioni qualificate come fogli di calcolo scaricabili, pensati per filtri e analisi comparative, mentre un PDF unico e pubblicamente accessibile dell'intero elenco non è sempre disponibile. Alcuni materiali RSE, inoltre, richiedono autenticazione per il download, un vincolo da considerare quando si pianifica una consultazione offline.
La strategia più solida combina strumenti statici e dinamici. Un estratto scaricato serve per archiviazione, citazione e lettura sequenziale senza distrazioni; la mappa interattiva e le schede online garantiscono invece filtri granulari e dati aggiornati. Confrontare periodicamente la versione salvata con quella online permette di intercettare variazioni e mantenere allineata la propria copia di lavoro.
L'ecosistema di consultazione ufficiale è più ampio del singolo documento e copre esigenze diverse, dalla geolocalizzazione alla segnalazione di nuove configurazioni. La mappa interattiva GSE-RSE è lo strumento istituzionale principale per consultare le CER in modo dinamico e filtrato. L'elenco delle configurazioni in foglio di calcolo permette analisi offline e confronti su scala nazionale. Il database dell'Osservatorio CER Italia integra i dataset GSE con dettagli e schede non sempre presenti nelle fonti ufficiali. Guide, modelli di governance e form di segnalazione completano l'ecosistema con documentazione operativa per interpretare l'elenco e segnalare nuove iniziative.
Il PDF, quando reso disponibile, risponde a un'esigenza precisa: una consultazione rapida e stabile nel tempo. È il formato di chi deve archiviare uno stato dell'elenco a una certa data, citarlo in un documento o leggerlo in sequenza senza i filtri di un portale. La sua natura statica, però, è anche il limite: descrive una situazione che gli aggiornamenti successivi superano rapidamente.
Per questo il PDF va trattato come complemento e non come fonte primaria. Confrontare la versione scaricata con l'ultima vista online della mappa permette di rilevare nuove iscrizioni, cambi di stato o rimozioni intervenuti nel frattempo. Usato così, il documento statico diventa un punto di riferimento datato e citabile, mentre la decisione operativa resta ancorata al dato dinamico.
Verificare una CER significa incrociare due informazioni che l'elenco tiene separate: la localizzazione geografica e la configurazione qualificata. Solo quando posizione sulla mappa e dati tabellari coincidono si ha la conferma che un'iniziativa è realmente censita e accreditata, e non semplicemente dichiarata. Il dato territoriale funziona quindi come chiave di verifica dell'operatività, più affidabile del solo nome della comunità.
La lettura della localizzazione serve anche a inquadrare l'area di riferimento, la vicinanza ad altre iniziative e la coerenza con la cabina primaria. Un errore frequente è confondere l'indirizzo amministrativo della CER con la posizione effettiva degli impianti: i due dati possono divergere, e trattarli come equivalenti porta a conclusioni sbagliate sulla capacità produttiva. Distinguere sede, unità produttive e punti di consumo è il primo passo per una verifica affidabile.
La mappa GSE offre una geolocalizzazione interattiva di iniziative e cabine primarie, e si interpreta a partire dal perimetro più che dal singolo punto. Individuare la cabina primaria a cui afferisce una CER dice se un nuovo punto di prelievo può aderire, perché la condivisione incentivata è ammessa solo entro quel perimetro. La posizione sulla mappa, legata alle configurazioni accreditate, associa ogni iniziativa a dati verificati e non solo descrittivi.
Letta in questo modo, la mappa diventa uno strumento decisionale: per un'amministrazione o un installatore, capire dove cadono i confini delle cabine primarie significa stimare a colpo d'occhio chi può entrare in una comunità e chi resta fuori. È un livello di informazione che l'elenco tabellare, da solo, non restituisce con la stessa immediatezza.
La verifica degli asset associati a una comunità richiede di controllare alcuni riferimenti precisi, per separare ciò che è anagrafica da ciò che è capacità impiantistica reale. I punti di connessione degli impianti vanno verificati rispetto alla cabina primaria della configurazione. Va mantenuta distinta la sede amministrativa dalle unità produttive effettive, che possono trovarsi in posizioni diverse. Tecnologie e potenza installata si associano a ogni impianto incrociando i dati tecnici dichiarati nell'elenco. La coerenza con la configurazione qualificata si conferma verificando che i dati territoriali corrispondano allo stato accreditato dal GSE.
Non tutte le iniziative energetiche compaiono automaticamente nell'elenco ufficiale: l'inclusione dipende dall'accreditamento da parte del GSE e dalla coerenza dei dati trasmessi. L'Elenco delle Configurazioni raccoglie soltanto quelle che hanno superato la qualifica, motivo per cui presenza in elenco e operatività concreta non sempre coincidono. Le CER vi figurano a stati di maturità diversi — iscrizione, attivazione, aggiornamento — e interpretarne correttamente la posizione richiede di distinguere tra iniziative dichiarate, progettuali e accreditate.
Affidarsi a fonti ufficiali è quindi la condizione per non scambiare un'intenzione progettuale per una comunità operativa. Le guide GSE, gli approfondimenti normativi e i casi studio servono proprio a verificare criteri di ammissione e validità della registrazione, mentre piattaforme indipendenti come l'Osservatorio CER Italia aggiungono dettaglio. Tenere insieme dato ufficiale e fonte verticale riduce gli errori di lettura più frequenti.
L'ammissione all'elenco GSE non è automatica e poggia su requisiti formali e sostanziali che la configurazione deve dimostrare. In primo luogo è necessario l'accreditamento formale presso il GSE, con qualifica superata come autoconsumo o comunità. I dati trasmessi devono essere coerenti e completi: informazioni anagrafiche, territoriali e impiantistiche allineate tra loro. Il perimetro di cabina primaria deve essere rispettato, con impianti e consumi entro l'area ammessa dalla normativa CACER. Lo stato amministrativo e tecnico deve essere aggiornato e verificabile, in modo che presenza, modifica o rimozione dall'elenco riflettano la situazione corrente.
L'elenco e la mappa non sono fotografie fisse ma database in continuo aggiornamento, alimentati dalla filiera GSE-RSE-Esri Italia sulla base delle configurazioni via via accreditate. Ogni nuova qualifica, variazione di stato o rimozione si riflette negli strumenti ufficiali, motivo per cui una verifica una tantum non basta: la consultazione va ripetuta nel tempo per intercettare iniziative nuove e cambi di stato.
Questa dinamicità è anche la ragione per cui la mappa interattiva resta preferibile agli estratti statici non sincronizzati. Chi lavora su progetti reali — un Comune, un consulente, un installatore — dovrebbe trattare l'ultima versione online come riferimento e gli eventuali PDF o fogli salvati come copie datate, utili per l'archivio ma da riconciliare sempre con la fonte aggiornata.
L'adesione a una CER già costituita segue un percorso che parte dalla verifica tecnica e si conclude con la firma del contratto di partecipazione. Il primo passo è verificare che il proprio punto di prelievo ricada sotto la stessa cabina primaria della comunità: senza questa condizione nessuna adesione è tecnicamente possibile, indipendentemente dalla vicinanza geografica. Una volta accertata la compatibilità territoriale, il futuro membro presenta la domanda di adesione al soggetto gestore della CER, fornisce i dati del proprio POD e firma lo statuto o il regolamento interno. Il GSE riceve poi notifica dell'aggiornamento della configurazione e ne verifica la coerenza con i requisiti del DM 414/2023.
Il quadro incentivante attivo nel 2026 combina il contributo a fondo perduto PNRR — fino al 40% dei costi ammissibili, esteso ai Comuni con popolazione fino a 50.000 abitanti — e la tariffa incentivante sull'energia condivisa (TCEC). Quest'ultima è strutturata per taglia di impianto: per configurazioni con potenza fino a 200 kW, il tetto massimo è 120 €/MWh; tra 200 e 600 kW il massimo è 110 €/MWh; oltre 600 kW il massimo è 100 €/MWh. La formula include una componente variabile legata al prezzo zonale orario, che abbassa l'incentivo quando il prezzo di mercato supera 180 €/MWh. La domanda per la tariffa incentivante va presentata al GSE entro 120 giorni dalla messa in esercizio dell'impianto: superata questa finestra, il diritto all'incentivo decade.
Capire quante comunità energetiche esistono davvero in Italia richiede di distinguere tra configurazioni censite, CER qualificate e CER propriamente attive con incentivo in erogazione. I tre insiemi non coincidono: un'iniziativa può essere costituita e registrata senza aver ancora superato la qualifica GSE, e una configurazione qualificata può non aver ancora richiesto la tariffa incentivante. Confondere i conteggi porta a sovrastimare il grado di maturità del mercato.
I dati GSE aggiornati al 31 dicembre 2025 registrano 1.805 configurazioni di autoconsumo diffuso attive in Italia, per una potenza installata complessiva di 174,5 MW e 18.263 utenze coinvolte. Di queste, 597 sono CER propriamente dette — soggetti giuridici autonomi costituiti ai sensi del DM 414/2023 — mentre le restanti includono gruppi di autoconsumatori collettivi e autoconsumo individuale a distanza. Le CER qualificate che possono accedere alla tariffa incentivante sono 904 (fonte: GSE, dicembre 2025).
La distribuzione territoriale mostra una concentrazione marcata nel Nord Italia, che ospita 511 delle comunità energetiche censite, contro 258 nel Sud e 135 nel Centro. Le quattro regioni con il maggior numero di CER sono Lombardia, Piemonte, Sicilia e Veneto. Il gap tra Nord e Sud non riflette solo una differenza di irraggiamento o disponibilità di superfici, ma una combinazione di maturità della filiera installativa, capacità progettuale delle amministrazioni locali e tempi di istruttoria. Il Mezzogiorno rimane un territorio a bassa saturazione, dove nuovi progetti trovano meno sovrapposizioni ma devono costruire l'ecosistema di competenze locali in parallelo.
Il target PNRR fissa 1.730 MW di potenza rinnovabile installata nelle configurazioni CER entro giugno 2026. Con 174,5 MW a fine 2025, la distanza è considerevole. Le proiezioni più ottimistiche stimano 3.500 CER attive e 450 MW installati entro fine anno, a condizione che vengano rimossi i colli di bottiglia tecnico-amministrativi che rallentano le istruttorie GSE e le connessioni alla rete. La curva di adozione è comunque in crescita accelerata, trainata dall'estensione del contributo PNRR ai Comuni fino a 50.000 abitanti e dalla piena operatività delle tariffe incentivanti TCEC. L'Osservatorio CER Italia aggiorna periodicamente il conteggio e rappresenta la fonte di riferimento per chi monitorare l'evoluzione del mercato tra un aggiornamento GSE e l'altro.




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