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Impianti Realizzati
Come funziona la mappatura regionale e quali controlli devono fare le imprese prima di sviluppare un impianto

La definizione delle aree idonee per gli impianti a fonti rinnovabili rappresenta uno dei principali strumenti di politica energetica per accelerare lo sviluppo di nuovi impianti fotovoltaici, eolici e altre tecnologie FER. La pianificazione territoriale delle aree idonee consente infatti di ridurre l’incertezza autorizzativa e orientare gli investimenti verso zone con minori criticità ambientali o paesaggistiche.
Secondo il quadro normativo nazionale, le Regioni sono chiamate a individuare nel proprio territorio le aree in cui l’installazione di impianti rinnovabili è considerata compatibile con i vincoli territoriali e con la pianificazione energetica regionale. Questo processo deve essere coordinato con gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione e con le strategie energetiche previste dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima.
Per le amministrazioni regionali ciò comporta un’attività strutturata di analisi territoriale e pianificazione, finalizzata a individuare aree con minori conflitti ambientali e maggiore compatibilità infrastrutturale.
L’individuazione delle aree idonee avviene attraverso criteri tecnici e territoriali che tengono conto sia della tutela ambientale sia delle esigenze di sviluppo del sistema energetico. La pianificazione deve infatti garantire un equilibrio tra accelerazione delle rinnovabili e salvaguardia del territorio.
In particolare vengono analizzati diversi fattori territoriali, tra cui:
In molti casi vengono considerate prioritarie superfici già artificializzate o industriali, come aree produttive, siti industriali dismessi, cave o discariche. Questa impostazione consente di ridurre il consumo di suolo e facilitare l’integrazione degli impianti nel sistema energetico esistente.
Per le imprese energetiche e gli sviluppatori di impianti, la mappatura delle aree idonee rappresenta quindi uno strumento strategico per individuare territori con maggiore probabilità di successo autorizzativo.
La classificazione di un’area come idonea non elimina automaticamente le procedure autorizzative. Le imprese che intendono sviluppare nuovi impianti devono comunque effettuare una serie di verifiche tecniche, amministrative e infrastrutturali prima di procedere con gli investimenti.
Tra le principali verifiche preliminari rientrano:
Queste verifiche sono particolarmente rilevanti per progetti di taglia industriale, dove la disponibilità di connessione alla rete e la distanza dalle infrastrutture elettriche possono incidere direttamente sulla sostenibilità economica del progetto.
Per gli operatori del settore energetico, una due diligence tecnica preliminare diventa quindi fondamentale per ridurre il rischio autorizzativo e ottimizzare la pianificazione degli investimenti.
La corretta definizione delle aree idonee ha implicazioni dirette sia per il settore industriale delle rinnovabili sia per le pubbliche amministrazioni coinvolte nei processi autorizzativi.
Per le imprese e gli investitori energetici, la pianificazione regionale delle aree idonee consente di:
Per la pubblica amministrazione, invece, questo strumento permette di coordinare gli obiettivi di decarbonizzazione con le politiche di tutela del territorio e con la pianificazione urbanistica locale.
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