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Impianti Realizzati
Una guida per stimare in modo preliminare costi, tempi e criticità della connessione per aziende e pubblica amministrazione

I costi di connessione di un impianto fotovoltaico incidono in modo diretto sulla fattibilità economica, sul budget, sul cronoprogramma e sulla sostenibilità complessiva dell’investimento. Per aziende e pubblica amministrazione la connessione alla rete non è una voce standard, perché dipende da parametri tecnici, configurazione del sito, potenza richiesta, opere necessarie e condizioni della rete esistente. Il riferimento regolatorio è il TICA di ARERA, che disciplina tempi, criteri e corrispettivi della procedura.
Prima ancora della domanda formale, conviene costruire una stima preliminare che permetta di capire se il progetto è compatibile con tempi, complessità realizzativa e obiettivi economici. Questo passaggio consente di leggere il costo di allaccio non come numero isolato, ma come parte della fattibilità complessiva del progetto. Gli elementi da valutare fin dall’inizio sono:
Una stima fatta bene serve anche a confrontare siti diversi in modo più oggettivo. In ambito B2B, infatti, la connessione non va trattata come una voce residuale, ma come una variabile che incide su business case, autorizzazioni, pianificazione lavori e ritorno economico dell’intervento. È proprio in questa fase che si riduce il rischio di sottostimare costi e tempi prima del confronto con il gestore di rete.
I costi di connessione dipendono in primo luogo da quattro variabili: potenza in immissione, livello di tensione, distanza dal punto di rete e tipologia delle opere necessarie per rendere possibile il collegamento. Il TICA distingue anche i tempi di messa a disposizione del preventivo in funzione della potenza: 20 giorni lavorativi fino a 100 kW, 45 giorni oltre 100 kW e fino a 1.000 kW, 60 giorni oltre 1.000 kW. Queste soglie non incidono solo sul calendario, ma anche sulla soluzione tecnica che il gestore può proporre.
In via generale, fino a 100 kW la connessione è tipicamente in bassa tensione, mentre oltre questa soglia e fino a 6.000 kW si entra normalmente in media tensione, salvo diverse valutazioni tecniche del distributore. Questo passaggio è decisivo perché in MT aumentano i casi di cabina di consegna, opere lato cliente, verifiche progettuali più articolate e possibili interventi sulla rete esistente. Per una stima preliminare credibile servono almeno questi dati:
Di conseguenza, il preventivo di connessione non cresce solo con la taglia dell’impianto. A pesare davvero è la coerenza tra potenza richiesta, punto di connessione disponibile e necessità di adeguamenti infrastrutturali. In molti casi il costo aumenta non perché l’impianto è più grande, ma perché la rete disponibile non è tecnicamente allineata alla soluzione richiesta. Per questo la prefattibilità deve integrare da subito dimensionamento dell’impianto e analisi del nodo di rete.
Per stimare correttamente il costo di allaccio fotovoltaico bisogna distinguere tra corrispettivi regolati e costo complessivo di progetto. Il TICA prevede, per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, un corrispettivo di connessione calcolato con formule che combinano quota potenza e quota distanza. Un esempio riportato nel testo mostra che il corrispettivo è determinato come valore minore tra due formule, con parametri come 35 euro/kW e 90 euro per kW per km in una, e 4 euro/kW e 7,5 euro per kW per km nell’altra, più una quota fissa.
A questo si aggiunge il corrispettivo per il preventivo, che rappresenta il primo costo certo della pratica e apre formalmente l’istruttoria tecnica del gestore. In una valutazione preliminare è quindi utile separare costi certi, costi attesi e possibili scostamenti legati alla complessità della connessione
Inoltre, all’accettazione del preventivo il richiedente versa una prima quota del corrispettivo di connessione, mentre il saldo viene corrisposto al completamento delle opere. Questo significa che la valutazione economica non deve fermarsi alla sola cifra iniziale, ma considerare l’intera sequenza dei pagamenti. Una stima preliminare utile, soprattutto in ambito industriale o pubblico, deve quindi tenere insieme formule TICA, costi di istruttoria, articolazione dei pagamenti e possibili effetti della complessità di rete sul costo finale.
Il preventivo di connessione tende ad aumentare quando la rete disponibile è distante, quando il tracciato deve essere realizzato in cavo interrato, quando servono interventi sulla rete esistente o quando il livello di tensione porta il progetto in media tensione o oltre. Un altro punto chiave è la distinzione tra impianto di rete per la connessione e impianto di utenza per la connessione: il preventivo del gestore copre le opere di sua competenza, ma il progetto può richiedere anche costi lato cliente che devono essere messi a budget fin dalla prefattibilità.
Per le connessioni in BT e MT, il TICA distingue tra lavori semplici e lavori complessi. I tempi massimi di realizzazione sono pari a 30 giorni lavorativi per i lavori semplici e 90 giorni lavorativi per i lavori complessi, aumentati di 15 giorni lavorativi per ogni chilometro di linea in media tensione oltre il primo. I fattori che fanno crescere davvero costi e criticità sono:
Nei progetti di taglia maggiore con connessione alla RTN, la procedura Terna prevede inoltre 90 giorni per l’elaborazione del preventivo e 90 giorni per l’elaborazione della STMD. In questi casi il costo di connessione non può essere letto come semplice voce economica, ma va valutato insieme a benestare, iter autorizzativo, tempi di progettazione e avanzamento lavori. Per questo, distinguere tra scenario semplice, intermedio e critico è il metodo più utile per costruire una stima preliminare robusta e prendere decisioni più solide prima della richiesta formale al gestore.
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