Indice
2.710+
Impianti Realizzati
Incentivi a Fondo Perduto
Incentivi Fiscali
Incentivi sull'Energia
Finanziamento Agevolato per PMI
Il bando fotovoltaico galleggiante FER 2 2026 apre l'8 giugno e chiude il 7 agosto, con 30 MW di contingente per il floating su acque interne e tariffe fino a 90 €/MWh.

Il bando fotovoltaico galleggiante è una procedura competitiva del Decreto FER 2 dedicata agli impianti solari installati su acque interne — bacini idrici, laghi artificiali, cave dismesse riconvertite. Il MASE riconosce ai progetti aggiudicati una tariffa incentivante ventennale sull'energia immessa in rete, calcolata in €/MWh secondo la potenza nominale dell'impianto. Per il 2026, il Decreto Direttoriale n. 44 del 20 aprile 2026 ha calendarizzato la nuova finestra di partecipazione, riservando al floating 30 MW all'interno dei 65 MW complessivi destinati alle rinnovabili innovative.
L'obiettivo è aumentare la capacità rinnovabile installata senza sottrarre suolo agricolo, sfruttando superfici idriche già presenti sul territorio italiano. Il MASE ha calibrato la procedura per favorire tecnologie innovative ma replicabili: impianti modulari, ancoraggio su acque non navigabili, integrazione con bacini esistenti di consorzi idrici o cave dismesse. Sul piano industriale, la durata ventennale dell'incentivo garantisce stabilità finanziaria a chi investe in una tecnologia ancora poco diffusa nel mercato italiano.
La procedura FER 2 sul fotovoltaico galleggiante è aperta a tre categorie di operatori principali, ciascuna con requisiti distinti sui titoli autorizzativi e sulla concessione delle superfici acquatiche:
Un impianto fotovoltaico galleggiante converte l'irraggiamento solare in energia elettrica utilizzando moduli fotovoltaici montati su strutture flottanti, ancorate al fondale o alle sponde del bacino. La tecnologia ricalca i criteri di un impianto a terra ma sostituisce il telaio fisso con una piattaforma in polietilene ad alta densità o materiali compositi resistenti ai raggi UV e all'acqua dolce. Il collegamento elettrico tra moduli avviene su passerelle integrate nel galleggiante, che proteggono i cavi dall'umidità e ne facilitano la manutenzione nel tempo.
Un impianto floating tipico è composto da quattro elementi tecnici con funzione distinta nel garantire produzione, sicurezza e affidabilità nel tempo:
L'ancoraggio è il punto critico del progetto: deve tenere ferma la piattaforma anche con vento e onda senza danneggiare il fondale o le sponde. Su laghi artificiali e bacini di cava si usano tipicamente ancore a peso morto in calcestruzzo, calate sul fondale e collegate al galleggiante con catene zincate o cime in poliestere. Su bacini di consorzi di bonifica con sponde regolari, l'ancoraggio è più spesso sponda-a-sponda, con cavi tesi che mantengono la piattaforma in posizione. La scelta del metodo dipende dalla profondità, dalla natura del fondale e dal regime idraulico del bacino.
Gli impianti floating offrono un set di vantaggi che le installazioni a terra non possono replicare, soprattutto nel contesto italiano dove la pressione sul consumo di suolo agricolo è particolarmente elevata. La tecnologia non occupa terreno coltivabile, riduce l'evaporazione del bacino sottostante e beneficia del raffreddamento naturale dell'acqua, che incrementa la produzione specifica per kWp installato di una percentuale significativa rispetto a un impianto a terra equivalente.
Il fotovoltaico galleggiante combina vantaggi ambientali, energetici ed economici che ne giustificano l'inclusione nei programmi di incentivazione FER 2:
I moduli al silicio cristallino perdono efficienza all'aumentare della temperatura di cella: il coefficiente di temperatura di potenza è tipicamente compreso tra −0,3 % e −0,4 % per ogni grado al di sopra di 25 °C (condizioni STC). In un impianto a terra in piena estate la temperatura di cella può superare i 60 °C; in un impianto floating, il contatto con l'acqua sottostante e la ventilazione dello specchio d'acqua mantengono il modulo più freddo, riducendo questa perdita. Il guadagno di produzione annua si attesta tipicamente tra il 5% e il 10%, a seconda del bacino e dell'esposizione.
Il MASE ha pubblicato il Decreto Direttoriale n. 44 del 20 aprile 2026, con cui ha aggiornato l'Appendice A delle Regole Operative del FER 2 e definito il calendario delle aste 2026. Per il fotovoltaico galleggiante su acque interne è confermata una sola procedura nell'anno, con apertura l'8 giugno 2026 e chiusura il 7 agosto 2026, finestra durante la quale il GSE riceve le domande sul Portale FER-E.
La finestra di partecipazione 2026 è strutturata su due milestone temporali precise. Il portale GSE FER-E apre alle ore 12:00 dell'8 giugno 2026 e si chiude improrogabilmente alle ore 12:00 del 7 agosto 2026: oltre questo termine, le richieste non vengono più accettate e il proponente deve attendere la prossima procedura calendarizzata. Tra apertura e chiusura, il GSE pubblica chiarimenti operativi e FAQ sul proprio sito istituzionale, utilizzati come riferimento per dirimere dubbi sulla compilazione delle domande.
Il D.D. 44/2026 ha distribuito il contingente complessivo di 65 MW del FER 2 2026 tra tre tecnologie innovative, secondo la suddivisione seguente:
Rispetto alla seconda procedura del 2025, che riservava 50 MW al floating ma ha visto una partecipazione marcatamente inferiore al contingente con un solo impianto ammesso in graduatoria, il valore 2026 è stato calibrato su volumi più allineati alla domanda effettiva del mercato.
La tariffa FER 2 sul floating è strutturata su tre fasce di potenza nominale, con valori in €/MWh che decrescono al crescere della taglia dell'impianto. La tariffa è riconosciuta sull'energia immessa in rete per venti anni dalla messa in esercizio, sotto forma di Contratto per Differenza a doppia via: il GSE integra quando il prezzo zonale orario è inferiore alla tariffa, e ritira l'extra-ricavo quando il prezzo zonale è superiore.
Lo schema tariffario FER 2 per il floating su acque interne distingue tre fasce di potenza nominale, ciascuna con un proprio valore di riferimento in €/MWh sull'energia immessa in rete:
Le tariffe si applicano per l'intera durata ventennale dell'incentivo e non sono cumulabili con altri regimi statali sull'energia incentivata.
Il GSE calcola l'incentivo confrontando il prezzo zonale orario dell'energia con la tariffa di riferimento applicabile alla fascia di potenza dell'impianto. Quando il prezzo zonale è inferiore alla tariffa, il GSE riconosce un'integrazione pari alla differenza per ogni MWh immesso in rete; quando il prezzo zonale supera la tariffa di riferimento, il produttore restituisce al GSE l'extra-ricavo. Questo meccanismo, noto come Contratto per Differenza, stabilizza i ricavi del produttore intorno al valore tariffario indipendentemente dalle oscillazioni del mercato elettrico nazionale.
La domanda al bando FER 2 fotovoltaico galleggiante si presenta esclusivamente per via telematica, attraverso il Portale FER-E del GSE, accessibile dall'Area Clienti GSE con SPID o CNS. Il processo richiede di completare la registrazione del soggetto richiedente, di compilare la scheda tecnica dell'impianto e di caricare la documentazione amministrativa entro la finestra competitiva.
Per accedere alla procedura il proponente deve allegare alla domanda un set di documenti che attestano la titolarità sul progetto, la conformità tecnica dell'impianto e la concessione delle superfici interessate:
La registrazione segue una sequenza di passaggi precisi sul Portale FER-E, da completare prima della scadenza della procedura competitiva per evitare la decadenza della domanda:
Lo storico delle procedure FER 2 precedenti aiuta a inquadrare il bando 2026 in una traiettoria di crescita ancora frammentaria per il fotovoltaico galleggiante in Italia. La seconda procedura competitiva del 2025, aperta dal 7 luglio al 5 settembre 2025 con un contingente di 50 MW dedicato al floating, ha raccolto un solo impianto in graduatoria — un esito che ha indotto il MASE a ricalibrare il contingente 2026 a 30 MW per allinearlo a una domanda di mercato più reale.
La seconda procedura del 2025 si è chiusa il 5 settembre 2025 con una partecipazione marcatamente inferiore al contingente messo a disposizione: a fronte di 50 MW disponibili per il floating, il GSE ha ammesso in graduatoria un solo impianto, segnalando un divario tra l'offerta normativa e la maturità del mercato italiano del fotovoltaico galleggiante. Le cause comuni indicate dagli operatori riguardano la complessità delle concessioni di derivazione delle acque, la scarsa disponibilità di bacini con caratteristiche idonee e il rischio percepito sui tempi di rilascio dei titoli autorizzativi regionali.
Il bando fotovoltaico galleggiante è coerente con la Missione 2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, dedicata alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica: l'incremento di capacità rinnovabile installata senza consumo di suolo agricolo è una delle leve esplicite del piano. La pipeline del FER 2 si affianca alla Tariffa Premio sull'Energia Condivisa per le Comunità Energetiche e al Decreto FER X per le rinnovabili mature, completando un quadro di incentivi differenziato per tecnologia, taglia e modello di consumo. Per chi investe oggi in un impianto floating, il combinato disposto di tariffa ventennale e contributo PNRR a fondo perduto fino al 40% per i comuni sotto 50.000 abitanti può ridurre il tempo di rientro a una banda compresa tra 4 e 7 anni.
Utilizza il cursore per selezionare l'area disponbile per l'installazione dell'impianto.

Definisci il fabbisogno eneregetico dell'Azienda ed il vostro attuale costo dell'energia.

Scopri il dimensionamento dell'impianto e l'analisi completa.
