Guida Completa alla Nuova Sabatini per il Fotovoltaico

La Nuova Sabatini per il fotovoltaico finanzia le PMI italiane che installano impianti in autoconsumo: contributo statale sugli interessi, importi tra 20.000 e 4 milioni di euro, tassi 2026 e procedura digitale sulla piattaforma MIMIT.

Federico Bonomi
July 9, 2025

Dati Principali

Finanziamento Agevolato

Tipologia

1 Gennaio 2022

Data Approvazione

31 Dicembre 2029

Chiusura

1 Ottobre 2024

Ultimo Aggiornamento

€ 4 Milioni

Massimale per Richiedente

€ 1.7 Miliardi

Totale dei Fondi

1. Cos'è la Nuova Sabatini per il fotovoltaico e cosa finanzia nel 2026

La Nuova Sabatini è lo strumento agevolativo storico per gli investimenti delle PMI italiane in beni strumentali, istituito dall'art. 2, comma 4 del D.L. 69/2013 e gestito dal MIMIT (ex MISE) attraverso la piattaforma benistrumentali.dgiai.gov.it. Funziona come contributo statale a fondo perduto calcolato sugli interessi di un finanziamento bancario quinquennale, eventualmente assistito dal Fondo di Garanzia per le PMI fino all'80%. Una micro, piccola o media impresa manifatturiera che installa un impianto fotovoltaico per autoconsumo produttivo può quindi accedere al credito tramite una banca convenzionata (UniCredit, Intesa Sanpaolo, BPER, Banco BPM e gli altri istituti aderenti) e ricevere parallelamente un contributo del MIMIT che abbatte il costo finanziario dell'operazione.

Cosa sono i beni strumentali ammissibili?

L'agevolazione copre le immobilizzazioni materiali e immateriali che rispettano le voci B.II.2 e B.II.3 dell'art. 2424 del codice civile, ovvero impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali, oltre a hardware e software gestionali. I beni devono essere nuovi di fabbrica, possedere autonomia funzionale e rientrare in un piano organico coerente con l'attività d'impresa.

  • Impianti fotovoltaici per autoconsumo: moduli, inverter, sistemi di accumulo e quadri di campo destinati a coprire il fabbisogno elettrico dello stabilimento.
  • Macchinari di produzione: linee, centri di lavoro, presse, robotica industriale e attrezzature di laboratorio dichiarate nel piano d'investimento.
  • Hardware e software 4.0: server, sistemi MES, gestionali ERP, licenze di software industriale e infrastruttura IT collegata al processo produttivo.
  • Acquisto diretto oppure operazione di leasing finanziario stipulata con un intermediario aderente.

Quando un impianto fotovoltaico rientra nella Sabatini?

Dal gennaio 2023 il fotovoltaico è esplicitamente riconosciuto come investimento green ammissibile per le PMI dei settori non energetici e non agricoli, a condizione che l'impianto serva l'autoconsumo dello stabilimento e non sia infisso permanentemente al suolo come impianto a terra di tipo utility scale. Sono quindi finanziabili gli impianti in copertura su capannoni industriali, le pensiline fotovoltaiche su piazzali e parcheggi aziendali e i sistemi integrati al ciclo produttivo. Il progetto deve essere accompagnato da certificazioni ambientali rilasciate da organismi accreditati e da una guida tecnica che dimostri la coerenza dell'impianto con il programma d'investimento complessivo dichiarato dall'impresa.

2. Beneficiari e requisiti di accesso per le PMI italiane

Possono accedere alla Nuova Sabatini le micro, piccole e medie imprese con sede o unità locale in Italia, secondo i parametri dimensionali europei (Raccomandazione 2003/361/CE: fino a 250 dipendenti e 50 milioni di fatturato). L'accesso è trasversale a quasi tutti i comparti produttivi, dal manifatturiero alla logistica fino al terziario qualificato, con una serie di esclusioni settoriali precise. La condizione finanziaria è altrettanto stringente: l'impresa non deve trovarsi in difficoltà secondo la definizione del Regolamento UE 651/2014, criterio che esclude di fatto le aziende con perdite ricorrenti o procedure concorsuali in corso.

Quali imprese possono richiedere il finanziamento agevolato?

  • Imprese manifatturiere e industriali di tutti i comparti, incluso il settore agroindustriale di trasformazione (non la produzione primaria agricola).
  • Imprese di servizi alle imprese e dei comparti ICT, logistica, costruzioni e commercio all'ingrosso.
  • Aziende regolarmente iscritte al Registro delle Imprese tenuto dalla Camera di Commercio territoriale.
  • PMI in regola con i versamenti contributivi (DURC positivo) e con la normativa antimafia.

Restano esclusi i settori finanziari e assicurativi, le attività connesse all'esportazione (export verso paesi terzi) e la produzione primaria di prodotti agricoli; per il settore della pesca e dell'acquacoltura si applicano regole speciali con massimali più bassi.

Quali sono i requisiti tecnici dei beni finanziabili?

  • Nuovi di fabbrica: sono esclusi i beni usati, ricondizionati o già utilizzati da terzi, anche se acquistati a prezzo pieno.
  • Autonomia funzionale: il bene deve funzionare in modo indipendente; i ricambi, le parti di macchinari e i componenti accessori non sono ammissibili come investimento autonomo.
  • Coerenza con un piano organico d'investimento descritto nella domanda e collegato al ciclo produttivo dell'impresa.
  • Acquisto diretto fatturato oppure leasing finanziario con riscatto previsto entro la durata del contratto agevolato.
  • Permanenza dei beni nello stabilimento beneficiario per almeno 3 anni dalla data di completamento dell'investimento.

3. Esclusioni: investimenti non finanziabili dalla Sabatini

Quando il fotovoltaico NON rientra nella Nuova Sabatini?

Un impianto fotovoltaico non è finanziabile dalla Sabatini quando è destinato alla vendita di energia in rete invece che all'autoconsumo dello stabilimento, quando è installato a terra come utility scale, quando è acquistato o ordinato prima della presentazione della domanda bancaria, oppure quando appartiene a un'impresa operante in un settore escluso come il finanziario, l'assicurativo o la produzione primaria agricola.

La mappa delle esclusioni è importante quanto quella degli investimenti ammissibili: un progetto che rientra solo parzialmente nei requisiti rischia di vedersi rigettare l'intera domanda in fase istruttoria. Sono tagliati fuori sia interi settori economici sia specifiche categorie di beni che non rispettano i criteri di novità, autonomia o destinazione produttiva. L'errore più frequente in fase di domanda riguarda la classificazione tra impianto in autoconsumo e impianto a terra, distinzione che in istruttoria vale quanto la documentazione tecnica: un progetto presentato senza la relazione energetica che dimostra la destinazione in autoconsumo viene rifiutato indipendentemente dalla qualità dell'installazione. (In pratica: se il punto di connessione è a valle del contatore aziendale e la produzione non viene immessa in rete, la qualifica green regge l'istruttoria.)

  • Attività finanziarie e assicurative: banche, SIM, società di intermediazione, compagnie e broker assicurativi sono integralmente esclusi.
  • Iniziative connesse all'esportazione verso paesi terzi: investimenti in reti di distribuzione estere, magazzini doganali per export e attività commerciali extra-UE.
  • Impianti infissi permanentemente al suolo come gli aerogeneratori eolici di taglia industriale e gli impianti fotovoltaici a terra di tipo utility scale destinati alla vendita di energia in rete.
  • Componenti, parti di ricambio e accessori privi di autonomia funzionale propria, anche se acquistati nuovi.
  • Beni acquistati prima della data di presentazione della domanda alla banca o all'intermediario finanziario.
  • Investimenti nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli e nella pesca, salvo i regimi speciali previsti.

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4. Importi, durata e tassi di contributo aggiornati al 2026

La struttura economica della Nuova Sabatini ruota intorno a un finanziamento bancario standard a tasso di mercato, sul quale lo Stato calcola un contributo a fondo perduto pari agli interessi che maturerebbero applicando un tasso convenzionale fissato per decreto MIMIT. Il contributo viene erogato dal Ministero, mentre l'istituto di credito mantiene la sua remunerazione di mercato: l'impresa di fatto si ritrova con una rata netta sensibilmente ridotta.

Quanto si può finanziare con la Sabatini?

L'agevolazione è calibrata su investimenti compresi tra 20.000 e 4 milioni di euro per singola impresa, con un massimale cumulato di 4 milioni di euro per beneficiario nel periodo di programmazione. La durata del finanziamento bancario è di massimo 5 anni dalla data di stipula, con possibilità di un preammortamento massimo di 12 mesi per consentire la messa in esercizio degli impianti. Per un impianto fotovoltaico industriale di taglia tipica (intorno ai 100-200 kWp) l'investimento ricade nella fascia centrale dell'agevolazione, dove l'effetto economico del contributo è più evidente.

Qual è il tasso di contributo per il fotovoltaico?

  • Investimenti ordinari: tasso convenzionale del 2,75% applicato sul piano di ammortamento del finanziamento.
  • Investimenti green (fotovoltaico, efficienza energetica, economia circolare): tasso convenzionale del 3,575%, maggiorazione del 30% rispetto agli ordinari.
  • Investimenti 4.0 (interconnessione, sensoristica, robotica avanzata): tasso convenzionale del 3,575%, allineato alla quota green.
  • Il tasso convenzionale non è il tasso pagato alla banca: è il parametro su cui il MIMIT calcola il contributo a fondo perduto.

Come si combina con il Fondo Garanzia PMI?

Le domande di finanziamento Sabatini possono essere assistite dal Fondo Centrale di Garanzia per le PMI gestito da Mediocredito Centrale, con copertura fino all'80% dell'importo finanziato. La garanzia pubblica riduce il rischio per l'istituto di credito e di conseguenza migliora le condizioni applicate all'impresa, rendendo accessibile l'operazione anche a realtà con strutture patrimoniali non particolarmente solide. La richiesta di garanzia viene istruita in parallelo alla pratica bancaria e non richiede un'istanza separata alla piattaforma MIMIT.

Quale certificazione ambientale serve per accedere alla variante Green?

Il DM MIMIT (Allegato 6/C) prevede tre percorsi alternativi per dimostrare la qualifica green dell'investimento. Il primo, quello più diffuso tra le PMI manifatturiere, è la certificazione di sistema di gestione ambientale ISO 14001 o la registrazione EMAS (Reg. UE 1221/2009), rilasciata o validata da un organismo accreditato indipendente. Il secondo percorso riguarda i beni coperti da certificazione di prodotto riconosciuta a livello europeo: Ecolabel UE, conformità agli standard ISO 14021 (autodichiarazioni ambientali) o ISO 14025 (dichiarazioni ambientali di prodotto di Tipo III). Il terzo percorso, praticabile per tipologie di beni specifiche, è l'autodichiarazione ambientale conforme a ISO 14021 redatta dal fornitore e presentata con la domanda. La certificazione deve essere in possesso dell'impresa alla data di presentazione della richiesta di erogazione del contributo, non necessariamente al momento della domanda iniziale.

Parametri aggiornati al 2026: importo finanziabile, durata e tasso convenzionale per categoria di investimento Nuova Sabatini
Parametro Investimento ordinario Investimento green (fotovoltaico) Investimento 4.0
Tasso convenzionale MIMIT 2,75 % 3,575 % 3,575 %
Importo minimo finanziabile 20.000 € 20.000 € 20.000 €
Importo massimo finanziabile 4.000.000 € 4.000.000 € 4.000.000 €
Durata massima finanziamento 5 anni 5 anni 5 anni
Preammortamento massimo 12 mesi 12 mesi 12 mesi
Garanzia Fondo PMI (copertura max) 80 % 80 % 80 %

5. Budget 2026: i 650 milioni della Legge di Bilancio e i fondi residui

La dotazione complessiva della misura ha attraversato diverse fasi di rifinanziamento dal 2013 ad oggi. La Legge di Bilancio 2026 ha stanziato 650 milioni di euro aggiuntivi, ripartiti in 200 milioni già disponibili nel 2026 e 450 milioni programmati per il 2027, portando la dotazione complessiva utilizzabile fino al 31 dicembre 2029 a circa 2,3 miliardi di euro. Una somma che, sulla base dei tassi di assorbimento medi degli ultimi tre anni, dovrebbe coprire qualche decina di migliaia di nuove domande tra investimenti ordinari, green e 4.0.

Il meccanismo di prenotazione fondi è a sportello permanente con tracciamento in tempo reale sulla piattaforma benistrumentali.dgiai.gov.it: ogni banca convenzionata può visualizzare la capienza residua per categoria di tasso e prenotare i fondi in fase di delibera.

Quando una categoria esaurisce la dotazione disponibile il MIMIT può disporre una riprogrammazione interna delle quote o attendere il rifinanziamento successivo, come già accaduto nel ciclo 2023-2024. Per la quota green il MIMIT monitora l'assorbimento specifico, dato che le PMI energy-intensive hanno aumentato le richieste per impianti fotovoltaici di autoconsumo a partire dalla crisi energetica del 2022. (Chi gestisce la pratica bancaria lo sa bene: i fondi per il tasso green si esauriscono prima degli ordinari nei periodi di alta domanda.)

6. Procedura: come fare domanda sulla piattaforma benistrumentali.dgiai.gov.it

L'iter della Nuova Sabatini è un percorso a doppio binario in cui la banca è il primo interlocutore dell'impresa e il MIMIT interviene solo dopo la delibera del finanziamento.

La domanda di contributo viene compilata dall'impresa in autonomia sulla piattaforma ministeriale, ma deve essere coordinata con l'istruttoria creditizia portata avanti dall'istituto bancario.

  1. Selezione dell'investimento e raccolta della documentazione tecnico-amministrativa, incluso il progetto dell'impianto fotovoltaico con relazione energetica.
  2. Richiesta di finanziamento a una banca o intermediario aderente alla convenzione MIMIT-ABI; in parallelo presentazione della domanda di contributo sulla piattaforma benistrumentali.dgiai.gov.it.
  3. Istruttoria bancaria sul merito creditizio e prenotazione dei fondi sulla piattaforma da parte dell'istituto entro 5 giorni lavorativi dalla delibera positiva.
  4. Emissione dell'attestazione di concessione da parte del MIMIT, comunicata via PEC all'impresa e alla banca.
  5. Stipula del contratto di finanziamento, ordine dei beni e completamento dell'investimento entro 12 mesi dalla stipula.
  6. Dichiarazione di ultimazione dell'investimento sulla piattaforma e richiesta di erogazione del contributo allo Stato.

Quali documenti servono per la domanda Sabatini Green?

  • Modulo di domanda firmato digitalmente dal legale rappresentante dell'impresa con dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
  • Piano d'investimento dettagliato con descrizione tecnica dei beni, fornitori, tempistiche e costi unitari documentati.
  • Per gli impianti fotovoltaici, progetto firmato da tecnico abilitato e attestazione di rispondenza ai criteri Sabatini Green.
  • Visura camerale aggiornata, ultimo bilancio depositato e situazione patrimoniale per le imprese non obbligate al bilancio.
  • DURC contributivo positivo e dichiarazione antimafia per importi superiori alle soglie di legge.

Come avviene l'erogazione del contributo?

  • Erogazione in un'unica soluzione per i contributi di importo inferiore a 200.000 euro, accreditata sul conto dell'impresa dopo la dichiarazione di ultimazione.
  • Erogazione in 6 quote annuali di pari importo per i contributi superiori a 200.000 euro, con prima quota erogata entro 12 mesi dalla concessione.
  • Verifica documentale del MIMIT sulla coerenza tra beni dichiarati, fatture quietanzate e impianti effettivamente installati.
  • Possibilità di controlli ispettivi a campione presso l'impresa entro 5 anni dall'erogazione, con obbligo di mantenere i beni nello stabilimento beneficiario.

7. Esempio concreto: PMI manifatturiera con impianto fotovoltaico da 80 kWp

Per quantificare il vantaggio reale della Sabatini sul fotovoltaico, consideriamo il caso di una PMI metalmeccanica della provincia di Brescia con un capannone di 1.500 m² e un consumo elettrico annuo intorno ai 95.000 kWh. L'impresa decide di installare un impianto fotovoltaico in copertura da 80 kWp con sistema di accumulo da 30 kWh, per coprire circa il 70% del fabbisogno in autoconsumo diretto. L'investimento complessivo si attesta sui 110.000 euro, fatturato e leasing finanziario stipulato con BPER Banca a 60 mesi. In uno scenario comparabile — capannone del Nord-Ovest con 60-100 kWp in copertura, moduli Trina Vertex S+ o JA Solar DeepBlue e inverter SolarEdge SE o Solis S6 — il contributo Sabatini Green può coprire 8.000-14.000 euro sul finanziamento, riducendo il costo effettivo del capitale di circa il 9-12% del CAPEX.

Sulla quota green la Sabatini calcola il contributo a fondo perduto applicando il tasso convenzionale del 3,575% al piano di ammortamento del finanziamento. Il contributo statale risultante è di circa 10.700 euro, erogato in un'unica soluzione perché inferiore a 200.000 euro. Aggiungendo il Fondo Garanzia PMI all'80% sulla quota finanziata, la banca riduce di un punto circa lo spread applicato. Il risultato netto per l'impresa è un costo finanziario equivalente a un mutuo non agevolato di circa 95.000 euro: il fotovoltaico, che produrrà stabilmente intorno a 100.000 kWh/anno, abbatte la bolletta industriale e l'agevolazione recupera circa il 10% del CAPEX in conto interessi.

Parametri tecnici ed economici del caso studio: PMI metalmeccanica provincia di Brescia, impianto fotovoltaico 80 kWp con accumulo, finanziato con Nuova Sabatini Green
Parametro Valore
Taglia impianto fotovoltaico 80 kWp
Sistema di accumulo 30 kWh
Consumo elettrico annuo stabilimento 95.000 kWh/anno
Produzione fotovoltaica stimata ~100.000 kWh/anno
Quota in autoconsumo diretto ~70 %
Investimento complessivo 110.000 €
Durata finanziamento (BPER Banca) 60 mesi
Tasso convenzionale MIMIT (green) 3,575 %
Contributo Sabatini Green risultante ~10.700 € (erogazione unica, sotto soglia 200.000 €)
Risparmio sul CAPEX (conto interessi) 9–12 % (8.000–14.000 €)

8. Sabatini vs altri incentivi 2026: tabella comparativa Sabatini / Transizione 5.0 / Iperammortamento

La Nuova Sabatini non è l'unica leva agevolativa a disposizione di una PMI che installa un impianto fotovoltaico nel 2026: convive con il Decreto Transizione 5.0, con le procedure CER (Comunità Energetiche Rinnovabili) e con la fiscalità ordinaria del super-ammortamento. La differenza strutturale è che la Sabatini agisce sul costo finanziario dell'investimento attraverso un contributo statale sugli interessi, mentre la Transizione 5.0 lavora sul lato fiscale con un credito d'imposta compensabile in F24 calcolato sulla quota di investimento collegata a una riduzione documentata dei consumi energetici.

In pratica le due misure sono cumulabili nei limiti dell'intensità di aiuto consentita dal Regolamento UE 651/2014: una PMI che installa un impianto fotovoltaico in copertura abbinato a una sostituzione di macchinari più efficienti può ottenere il credito d'imposta Transizione 5.0 sull'intero pacchetto e parallelamente il contributo Sabatini sulla quota fotovoltaica, a patto che il piano d'investimento sia organico e che la documentazione tecnica certifichi il risparmio energetico richiesto dal MIMIT. La Sabatini resta inoltre l'unico strumento che copre direttamente il costo del capitale di debito, aspetto che diventa determinante per le imprese con IRES bassa o perdite pregresse, dove un credito d'imposta non compensato entro 3-4 anni perde di fatto il suo valore economico.

Quando conviene scegliere la Sabatini rispetto a Transizione 5.0?

La scelta tra le due misure dipende dalla struttura finanziaria e fiscale dell'impresa. La Sabatini è preferibile quando la capacità fiscale è limitata — un'impresa con IRES bassa o perdite pregresse non può assorbire rapidamente un credito d'imposta Transizione 5.0, mentre il contributo Sabatini arriva come liquidità diretta sul conto. È da preferire anche quando l'investimento fotovoltaico non è abbinato a un efficientamento dei macchinari che raggiunga la riduzione documentata dei consumi del 3% (sito) o del 5% (processo) richiesta da Transizione 5.0. Sul piano procedurale, infine, la Sabatini non richiede perizia asseverata né monitoraggio energetico post-investimento, il che riduce sensibilmente il carico amministrativo rispetto alla rendicontazione prevista da Transizione 5.0.

Confronto tra i principali incentivi 2026 per impianti fotovoltaici PMI: Nuova Sabatini, Transizione 5.0 e Comunità Energetiche Rinnovabili
Criterio Nuova Sabatini Transizione 5.0 CER (Comunità Energetiche)
Tipo di agevolazione Contributo a fondo perduto sugli interessi del finanziamento bancario Credito d'imposta compensabile in F24 Tariffa incentivante GSE sull'energia condivisa
Oggetto dell'incentivo Costo del capitale di debito (interessi) Quota d'investimento collegata a risparmio energetico documentato Energia elettrica condivisa tra produttori e consumatori
Requisito principale PMI con sede in Italia, bene nuovo in autoconsumo Riduzione consumi del 3 % (sito) o 5 % (processo) certificata Impianti sotto la stessa cabina primaria AT/MT
Carico amministrativo Domanda bancaria + piattaforma MIMIT; nessuna perizia asseverata Perizia asseverata + monitoraggio energetico post-investimento Contratto di condivisione + pratica GSE
Cumulabilità con Sabatini Sì, nei limiti del Reg. UE 651/2014 Sì (oggetti distinti: finanziamento vs energia condivisa)
Quando è preferibile Capacità fiscale limitata, IRES bassa o perdite pregresse; fotovoltaico senza abbinamento a efficientamento macchinari Impresa con carico IRES elevato e investimento abbinato a macchinari efficienti Più PMI o condomini vicini con produzione in eccesso da condividere

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Domande Frequenti

Come avvalersi della Nuova Sabatini per impianti fotovoltaici?

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